HAMILTON, ALEXANDER. - Statista americano, n. nell'isola di Nevis (Antille) l'11 genn. 1757, m. n. Nuova York il 12 luglio 1804. Di ingegno precoce, fu mandato a studiare a Nuova York, dove lo colse lo scoppio della guerra d'indipendenza. Schieratosi decisamente, come pubblicista, poi come soldato, per le colonie e contro l'Inghilterra, nel 1777 divenne aiutante di campo di Washington, carica che coprì per quattro anni. Finita la guerra vittoriosamente, fu delegato dello Stato di Nuova York al Congresso continentale e poi all'Assemblea di Filadelfia (di cui fu uno dei promotori), che elaborò la nuova Costituzione federale.
Per assicurarle i voti del suo Stato, pubblicò con la collaborazione di Madison e Jay una serie di articoli che, apparsi in un giornale, e raccolti poi con il titolo The federalist, divennero una classica esegesi della Costituzione americana. Fautore di uno Stato forte, unitario, H. combatté le correnti rivoluzionarie e democratiche, che volevano lasciare massima autonomia ai singoli Stati, a spese del governo centrale. Nominato ministro del Tesoro, attuò una energia politica di risanamento econo-
micò allo scopo di consolidare l'autorità federale. L'antitono dall'illuminismo, ispirato a un vigoroso realismo e una politica di potenza, si scontrò con Jefferson, ministro degli Esteri, e leader della corrente democratica. Dopo una lunga lotta, si dimise nel 1795. Ucciso in duello da un avversario politico, lasciò una traccia incancellabile nella storia politico-economica degli Stati Uniti e al suo insegnamento ancora si richiamano le correnti conservatrici del paese.