HALLER, KARL LUDWIG. - Storico e giurista, n. a Berna il 16 ag. 1768; m. a Solothurn il 21 maggio 1854. Professore di diritto nell'Università di Berna, dopo un viaggio in Italia nel 1818, si convertì dal protestantesimo al cattolicesimo, attirandosi persecuzioni, che lo fecero emigrare in Francia.
Scrisse: Lettre de H. à sa famille pour lui déclarer son retour à l'Eglise catholique, apostolique et romaine (Parigi 1821); Histoire de la révolution religieuse, ou de réforme protestante dans la Suisse occidentale (1837); la più importante, Restauration de la science politique ou théorie de l'état social naturel, opposée à la fiction d'un état civil factice (6 voll., Winterthur 1816-25; 2a ed. ivi 1820-34). Qui egli, interprete della reazione tedesca alla rivoluzione Francese, contrappone allo Stato pubblicistico e istituzionale degli illuministi uno Stato feudale-patrimoniale, sostenendo che la sovranità viene da Dio e che l'unico criterio della legittimità dello Stato si trova nei mezzi di potenza di cui esso dispone. Concetto questo ultimo, che troverà poi la sua attuazione nella politica di Bismarck.