SONNO. - Il s., da un punto di vista biologico, si rivela come aspetto di un fenomeno comune a tutti gli esseri viventi, del regno animale e vegetale, i quali hanno alternanze di attività e di riposo. L'Houssay lo definisce uno stato fisiologico necessario, riparatore, normalmente periodico e reversibile, caratte
rizzato da una depressione della sensibilità, della coscienza e della motilità spontanea e soprattutto del tono muscolare, senza che si abbia un abbassamento notevole nel metabolismo basale e senza rallentamento sensibile delle funzioni vegetative.
I. FISIO-PATOLOGIA DEL S
Il passaggio dallo stato di veglia a quello di s. è di norma progressivo ed è annunciato da senso di affaticamento, di appesantimento, di abbandono, da disinteressamento di ciò che accade attorno a noi, da difficoltà di mantenere aperti gli occhi; sopraggiunge dopo un alternarsi di fasi di attenzione e di disattenzione durante le quali hanno luogo le allucinazioni impagistiche, rappresentate da immagini sconnesse, momentanee, che subiscono rapide metamorfosi e si dileguano aprendo o muovendo gli occhi.Nel s. predomina il rilasciamento di tutta la muscolatura, meno quella dei masseteri, dell'orbicolare delle palpebre, degli sfinteri e del pugno nel bambino. Le pupille sono contratte e i bulbi oculari sono ruotati in alto verso l'esterno. Il numero dei battiti cardiaci diminuisce di 10-30 al minuto e la pressione arteriosa di 10-20 millimetri di mercurio. Anche il numero delle escursioni respiratorie diminuisce, con fase inspiratoria lunga e rumorosa e fase espiratoria rapida. Il metabolismo basale scende, nel s. profondo, del 10-15% e la temperatura del corpo si abbassa di qualche decimo. La secrezione sudorale aumenta nel s. profondo e le urine sono meno abbondanti, ma dense, acide e più ricche di fosfati. La funzione gastrica non subisce variazioni notevoli. L'attività cerebrale è diminuita ma non aboliti. Nell'elettroencefalio-gamma scompaiono, nel s. profondo, tutte le onde rapide e persistono solo le onde molto lente. La durata media del s. fisiologico varia secondo l'età, la costituzione, le occupazioni, la stagione; in generale il neonato dorme 20 ore al giorno e un bambino da uno a sette anni dorme da 10 a 14 ore; l'adulto dorme da 7 a 9 ore e il vecchio da 5 a 6 ore. Il s. è un bisogno indispensabile dell'organismo. Alcuni sperimentatori, tra cui il Kleitman, hanno osservato che dopo 80-115 ore di insonnia le persone da loro studiate presentavano disturbi psichici modesti; è stato tuttavia riscontrato che una insonnia prolungata di dieci giorni produce la morte nell'uomo, se coesistono sofferenze di altro genere. Il s. viene favorito da tutte quelle cause che riducono le eccitazioni sensoriali, cioè l'oscurità, il silenzio, la posizione sdraiata, la fatica; viceversa può essere ostacolato dai movimenti, dai rumori discontinui, dalle emozioni, dal dolore fisico, dalle preoccupazioni, ecc.
Tra i disturbi del s. si ricordano i seguenti: I. Iper-somnia costituzionale semplice: è caratterizzata da una particolare tendenza ad addormentarsi anche di giorno di fronte a condizioni anche parzialmente favorevoli come il caldo, il silenzio, la noia. 2. Iper-somnia vera: consiste in una spiccata disposizione ad addormentarsi profondamente anche quando le condizioni ambientali non sono confacenti. 3. Narcotessia: crisi parossistica di s. per cui il malato sente una sonnolenza invincibile: le sue palpebre si chiudono, si addormenta e questo s. dura da un quarto d'ora ad una ed anche due ore; si risveglia poi fresco e disposto a riprendere le proprie occupazioni. Si possono avere una o parecchie crisi al giorno. Gli attacchi hanno inizio improvviso e rapido, ma non brutale, sicché il paziente spesso ha il tempo di scegliere il posto dove dormire. Può associarsi alla cataplessia: il malato cade in terra per pochi istanti, ma la sua caduta non è così brusca come nell'atto apoplettico o nell'attacco epilettico; egli assiste alla sua crisi in piena coscienza ma non può proferire parola. Questa crisi dura qualche secondo o qualche minuto, ed anche mezz'ora; poi il malato si rialza e riprende subito le occupazioni interrotte. L'associazione della narcotessia con la cataplessia costituisce la sindrome di Gelineau; sia la prima che la seconda sono in relazione con fatti emotivi. 4. Encefalite letargica: ne è causa un virus filtrabile che si ritiene dotato di spiccata affinità nervosa e specialmente per la sostanza grigia del terzo ventricolo. Si manifesta con una sonnolenza più o meno spiccata e con fenomeni di deficit dei nervi cra
nici, specialmente di quelli che innervano la muscolatura esterna dell'occhio. 5. Malattia del s. o trypanosomiasi africana: è causata dal trypanosoma gambiense trasmesso dalla glossina palpalis e dal trypanosoma rhodense trasmesso dalla glossina morsitans, mosche del tipo tè-stè. È caratterizzata da febbre, ingrossamento di alcune ghiandole, sonnolenza e poi s. prolungato e coma terminale. 6. Iper-somnia (v.): è un s. artificialmente provocato per mezzo della suggestione. 7. Insomnia: consiste nella difficoltà di addormentarsi o nella difficoltà di riprendere s. dopo essersi svegliati. L'insonnia del primo periodo si trova nei soggetti eretici, nelle persone che digeriscono male, in molti bambini che fanno sogni che li impressionano; alcune volte dipende dal decubito del paziente, come nei cardiopatici che si risvegliano facilmente quando stanno supini. L'insonnia del secondo periodo si trova nelle intossicazioni croniche da alcool, nell'abuso di caffè, nelle attive digestioni, negli abusi sessuali. Nelle affezioni dolorose, dopo il lavoro affaticante, negli stati ansiosi.
Tra le sostanze capaci di conciliare il s. vanno ricordati gli oppiacei e i barbiturici che vengono somministrati per bocca o per iniezione; l'etere, il cloroformio, il protossido di azoto e il cloruro di etile che vengono usati per inalazione. Altre sostanze come simpanina, pervitin, ecc., servono a combattere la sonnolenza.
II. VARIE TEORIE DI INTERPRETAZIONE DELLA GENESI DEL S
Numerose teorie cercano di spiegare la genesi del s. Il Blumenthal nel 1875 addusse che il s. è dovuto ad ischemia cerebrale, ma il Czerny nel 1891 e il Brodmann nel 1902 dimostraron che nel s. si ha invece dilatazione dei vasi cerebrali. W. Preyer nel 1875 sostenne che il s. è prodotto dall'accumulo nell'organismo di sostanze ipogene che sono prodotte dalla fatica. Contro questa teoria stanno due fatti: anzitutto manca corrispondenza tra grado di fatica e profondità del s.; secondo, resta senza spiegazione il s. prodotto dai rumori monotoni, dalla oscurità e dal silenzio. L'epine nel 1895 ha attribuito il s. alla retrazione delle ramificazioni cerebrali del neurone sensitivo centrale, simile a quella degli pseudopodi; nel risveglio tali ramificazioni si allungherebbero; però Ramon y Cajal ed altri hanno negato l'esistenza di detti movimenti ameboidi. Il Claparède nel 1905 ha emesso la teoria psicologica del s.: l'uomo primitivo si difendeva con il s. dagli incomodi della notte, donde il bisogno di dormire la notte, ereditariamente trasmessosi dagli antenati. Il s. sarebbe una reazione di disinteresse. Pièron nel 1913, dopo avere riscontrato che l'iniezione di liquido cefalorachidiano di un cane in stato di insonnia ad un cane risvegliato provoca in questo un s. profondo, ha ritenuto che questo sia causato da una inottosina prodotta dal cervello nello stato di veglia. È stato, però, dimostrato che effetti analoghi sono prodotti da iniezioni di liquido cerebro-spinale normale. Zondek e Bier hanno avanzato l'ipotesi che la ghiandola ipofisaria produca un ormone bromato ad azione ipnotica. Pavlov nel 1927 ha emesso una teoria secondo la quale il s. sarebbe effetto di un processo di inibizione interna irradiata. Ma la teoria è almeno incompleta, perché non spiega, p. es., il s. dei neonati i quali dormono prima che abbiano acquistato i riflessi condizionati. Il Kleitman nel 1929 ha spiegato il s. con la riduzione degli stimoli afferenti che provengono continuamente alla corteccia e più specialmente a quella delle eccitazioni propriocettive che traggono origine dai muscoli sotto l'influenza del tono muscolare. Questa diminuzione di eccitazioni, dovuta a fatica o a rilascia-mento muscolare, sarebbe il fattore più importante dell'inizio del s.In tutte le teorie sopracitate, si è tenuto conto soprattutto del substrato corticale del cervello. Sta però il fatto che osservatori, i quali hanno eseguito studi sopra gli animali, soprattutto cani e gatti, hanno notato che, in seguito a decorticazione, si presentano egualmente in essi, almeno in apparenza, stati di sonnolenza, non diversi da quelli che si osservano in animali normali. Il solo effetto che produce la decorticazione, osserva lo Spadolini, è quello di convertire la periodicità del s. e della veglia da un tipo di futuro monofasico (s. lungo durante la notte e brevi stati di sonnolenza durante il giorno) ad
un tipo polifasico caratteristico dell'animale lattante il quale presenta parecchi periodi di sonnolenza nelle 24 ore.
Gli studi di questi ultimi tempi, che hanno avuto inizio dalla epidemia di encefalite letargica del 1977, hanno potuto stabilire che, senza disconoscere l'importanza della corteccia cerebrale, hanno grande valore nella produzione del fenomeno del s. i centri sottocorticali. Tra gli autori che si sono occupati della questione si ricorderà il Demole, il quale nel 1921 ha osservato, nel gatto, che la iniezione nella regione infundibolare di dosi infinitesimali di una soluzione di Ringer, addizionata a cloruro di calcio, fa addormentare l'animale. Hessa ha conseguito gli stessi risultati mediante eccitazione meccanica ed elettrica. Analogamente Foerster e Gagel da una parte e C. Vincent dall'altra, nel corso di interventi chirurgici hanno osservato, nell'uomo, che eccitazioni meccaniche cadenti nel pavimento del terzo ventricolo, nella regione perinfundibolare, provocavano nel paziente una irresistibile sonnolenza. La localizzazione di questo centro è stata in seguito precisata da Etors, da Bayley e Harrison che lo hanno stabilito nella regione dei nuclei posteriori e dei corpi mammillari. È verosimile che esista un centro del s. e uno del risveglio. Secondo A. Salmon la postposizioni avrebbe anche essa notevole importanza nella regolazione del s.
Il. NOTE ETICHE E GIURIDICHE. Durante il s. non esiste per sé alcuna responsabilità, mancando la base per ogni imputabilità, cioè l'uso di ragione. Al più potrà parlarci di responsabilità in causa, se le cause di certi fenomeni che avvengono nel s. siano state poste coscientemente prima, p. es., nei sogni erotici (v. sogno) e nelle emissioni seminali durante il s. o si tratti di s. artificiale provocato (v. IPNOTISMO). Riguardo alle emissioni seminali durante il s., precedute da sogni erotici, va osservato che di per sé si tratta di fenomeni puramente fisiologici e naturali, e quindi non imputabili. Lo stato di dormitio, che precede o segue il s. profondo, è uno stato in cui non si ha l'uso completo di ragione e quindi l'imputabilità e la responsabilità sono attenuate.
Il s. viene preso in considerazione anche dal diritto in quanto toglie alla persona la capacità di intendere di volere; togliendo quindi al soggetto dell'ordinamento giuridico la conoscenza e coscienza dei propri atti, rende incapace di porre in essere una volontà giuridicamente efficace, di essere imputabile per un suo comportamento illecito oppure delittuoso. Il s. naturale, ben si comprende, è il più normale e completo caso di incapacità della persona, alla quale toglie ogni potere di autonomia riservato: generalmente anzi si accompagna a una inerzia e immobilità quasi assoluta del corpo (CIC, can. 2201 § 1; Cod. pen. ital., art. 42).
Diverso è il caso del s. artificiale per il quale sogni distinguersi varie forme e fra queste l'ipnosi, la narcosi, narcoanalisi (v.), il sonnambulismo. Tutte interessazioni di diritto a seconda del grado di mancanza di libera determinazione dei propri atti che producono nel soggetto. E poiché trattasi di restrizione di libertà, cui viene sottoposto da terzi il soggetto, le prime tre forme trovano senz'altro la sanzione nella stessa Costituzione della Repubblica Italiana, all'art. 13. Quanto all'impostazione e alla ragione come un automa, comandato da altri - la legge lo ritiene non imputabile agli effetti della norma penale e incapace di agire agli effetti della norma civile, se l'impostazione è vera e completa. Sarà invece punibile colui che ha promosso l'impostazione o lo stesso impozitazione che si sia sottoposto a tale suggestione per commettere impunemente un reato (Cod. pen., art. 86, 87, 613; Cod. civ., art. 591, 1425, 2046). Una impozitazione per necessità curative viene peraltro ammessa (Cod. pen., art. 728).
Quanto alla narcosi, che si accompagna all'immobilità fisiologica, potrà essere punito chi avrà approfittato di questo s. artificiale per scopi illeciti su una persona (Cod. pen., art. 519 n. 3, 521-579 n. 2). La narcoanalisi, poi, non può essere ammessa nel diritto penale né come mezzo istruttorio, né quale indagine peritale (Cod. proc. penale, art. 314, 365) né può essere considerata un esperimento giudiziale (Cod. proc. pen., art. 312); si ricordi che nella narcoanalisi si usa del cosiddetto «siero della verità» e di altri farmaci.
Le stesse cose si possono dire del s. del sonnambulo, cui lo stato morboso permette di compiere vari atti, ma senza volontà alcuna, quindi irrilevanti per il diritto: potrà configurarsi se mai una responsabilità in chi è tenuto a sorvegliare il comportamento del sonnambulo.