HARMEL, LÉON-PIERRE-LOUIS

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HARMEL, LÉON-PIERRE-LOUIS. - Industriale cattolico, realizzatore e propagatore di riforme sociali, n. a Neuville-les-Wasigny (Ardenne) il 17 febbr. 1829, m. a Nizza il 25 nov. 1915. Dal 1854, assumendo la direzione della filatura, che il padre aveva fondato nel 1841 a Val-de-Jois, presso Reims, cercò di attuare nella propria industria quelle realizzazioni pratiche che imprimessero all'organizzazione dell'impresa un carattere associativo e cristiano. Precorrendo i tempi, egli fu convinto della necessità di fare appello, nell'organizzazione e nell'assistenza di fabbrica, allo spirito di iniziativa e di cooperazione dei lavoratori, piuttosto che all'autorità e al paternalismo.

Esperimentò nella propria industria di Val-de-Bois una «Cassa di assegni familiari», una «Cassa mutua assistenziale», un «Centro di studi sociali»; attuò il «Consiglio di fabbrica» con larghe funzioni consultive; costruì un villaggio operaio nel quale un'organizzazione democratica di tipo cooperativo assicurava ai lavoratori assistenza religiosa, intellettuale e materiale, affiatandoli con l'ambiente di lavoro e risvegliando il loro senso di responsabilità.

Profondamente religioso, fu terziario francescano dal 1860 e fondò una confraternita di vittime volontarie per la conversione del mondo operaio. Espose pubblicamente le sue idee in numerosi congressi dell'Unione operaia e, coerente al suo principio fondamentale: il bene dell'opera per mezzo dell'operaio, si adoperò in ogni modo per preparare i lavoratori francesi alle loro responsabilità e ai loro compiti.

Collaborò con l'"Opera dei circoli cattolici operaia", fondata da A. de Mun (v.), con il quale però polemizzò in seguito, non approvandone l'accentuato paternalismo e cercando di portare l'opera verso idee più democratiche. Diede vita all'importante «Associazione cattolica degli industriali del nord», dalla quale derivano tutte le organizzazioni attuali di imprenditori cattolici. Organizzò pellegrinaggi di lavoratori francesi a Roma nel 1887, 1889 e 1891 e cooperò alla diffusione in Francia dei principi sociali dell'encic. Rerum novarum (1891). Nell'ambiente industriale del suo tempo alcuni accettarono le sue idee come un baluardo contro il diffondersi dei movimenti estremisti, parecchi criticarono il suo sistema organizzativo e la sua fiducia nell'iniziativa e nella collaborazione operaia. La vitalità dei suoi principi fu riconosciuta solo più tardi: dopo la seconda guerra mondiale essi sono alla base della politica sociale cattolica di impresa.

Opere: Manuel d'une corporation chrétienne (2a ed.), Tours 1879; La démocratie chrétienne (ivi 1897); Catechismo del padrone (trad. Masson, 2a ed., Siena 1897).