INDIZIONE

INDIZIONE. - Computo cronologico basato su un ciclo quindicennale i cui anni vengono numerati progressivamente da 1 a 15 e indicati rispettivamente come i. I, II, III ecc. Dopo l'ir. xv la numerazione riprende da 1, limitandosi sempre a menzionare l'anno di ciascun ciclo e prescindendo da qualsiasi indicazione relativa alla serie dei cicli stessi. I'ir. non è pertanto da sé indicazione cronologica sufficiente, ma deve essere messa in relazione ad altre date (era cristiana, anni di regno o di pontificato, ecc.) costituisce però un elemento di controllo e riveste grande importanza nella critica diplomatica.

Il suo uso risale, in Egitto, almeno al 297 d. C. (cf. A. Calderini, Papyri, Milano [1944], p. 35 sq.); sembra che il periodo indizionale corrispondesse, in quella regione, al lasso di tempo intercorrente fra una revisione catastale e l'altra; il computo sarebbe stato introdotto in un primo tempo nei documenti relativi alle imposizioni tributarie e di qui si sarebbe esteso agli altri atti: penetrato nella pratica liturgica, il suo uso si fece generale.

L'anno indizionale, come l'anno dell'era cristiana, non ebbe ovunque inizio in uno stesso giorno, sicché nel controllo bisognerà tener conto della possibilità che la cifra indizionale risulti accresciuta o diminuita di un'unità a seconda dello stile seguito in quell'epoca e quella zona. Furono in uso: a) l'ir. greca, o costantino-italiana, con inizio il 1° sett., che anticipa quindi di 4 mesi sull'anno della circoncisione: fu propria della corte di Bisanzio, usata di preferenza nei documenti pontifici da Pelagio II a Vittore III, impiegata in quelli degli fino all'8,32, assai diffusa negli atti pubblici e privati dell'Italia meridionale; b) l'ir. bedana, cosiddetta dal Grottefend perché attestata la prima volta presso s. Beda, chiamata anche impropriamente cesarea o costantiniana, con inizio il 24 sett., che anticipa di 3 mesi e 6 giorni sull'anno della circoncisione: si trova nella cancelleria imperiale fino all'8,50, variamente in Italia, soprattutto centrale, ed è largamente diffusa nei documenti vescovili di Germania fino alla metà del sec. xiv. Nel territorio di Genova si incontra con il ritardo di un anno, ossia con una unità in meno rispetto al computo bedano come numero; c) l'ir. romana o pontificia, con inizio il 25 dic., e poi il 1° genn., in coincidenza quindi con l'anno della natività prima, con quello della circoncisione poi; è testimoniata in Roma alla fine del sec. x; dal 1088 costantiniana il suo uso nelle lettere pontificie, con il sec. xiii si incontra anche nella cancelleria tedesca; diviene allora di uso generale e oggi è l'unica che sopravvive nella liturgia; d) l'ir. senese, con inizio l'8 sett., e in anticipo di 3 mesi e 23 giorni sull'anno della circoncisione; limitata nell'uso al territorio di Siena, si trova sempre in sincronia con l'anno ab incarnatione nello stile fiorentino.

Partendo dalle prime documentazioni sull'uso dell'ir. si è calcolato in linea ipotetica che l'anno 1

d. C. corrisponderebbe all’i. iv, e cioè che l’inizio dell’èra cristiana è in ritardo di tre anni sull’inizio di un ciclo indizionale: «Quarta indictione secondo D. Dionysium natus est Dominus» (Beda, De temporum ratione, 49: PL 90, 496). Da tale constatazione si è risaliti alla formulazione della regola per il calcolo dell’i., che si ottiene aggiungendo 3 unità alla cifra dell’anno dell’èra cristiana e dividendo la somma per 15: il resto dà l’i. (al resto zero corrisponde l’i. xv), mentre il quoziente, che non ha alcuna importanza ai fini del calcolo cronologico, rappresenta la cifra ipotetica dei cicli indizionali dall’inizio dell’èra volgare alla data su cui si opera il calcolo.

Bibl.: H. Grotefend, Handbuch der Chronologie des deutschen Mittelalters und der Neuzeit, Hannover 1872, p. 17 sgg.: E. Brinckmeier, Praktische Handbuch der historischen Chronologie, Berlino 1882, pp. 34-41; O. Seeck, Die Entstehung des Indictionszyklus, in Deutsche Zeitschrift, 12 (1894-95), pp. 279-96; F. Rühl, Chronologie des Mittelalters und der Neuzeit, Berlino 1897, pp. 170-184; F. K. Ginzell, Handbuch der mathematischen und technischen Chronologie, I. Lipsia 1906, p. 232 sgg.; H. Grotefend, Abriss der Chronologie des deutschen Mittelalters und der Neuzeit (Grundriss der Geschichtswissenschaft), a cura di A. Meister, I, III, Lipsia-Berlino 1912, pp. 18-19; H. Bresslau, Handbuch der Urkundenlehre für Deutschland und Italien, II, II, 2a ed., IV, 1931, pp. 409-16; A. Silvagni, L’i. nell’epigrafia medievale di Roma e l’origine dell’i. romana, in Scritti di paleografia e diplomatica in onore di V. FEDERICI, GIACOMO, Firenze 1945, pp. 3-18.