INTERPUNZIONE, SEGNI DI

INTERPUNZIONE, SEGNI di. - Già negli
antichi grammatici si trovano accenni alla punte-
giatura dei testi, ma nei codici letterari a noi traman-
dati dall'antichità si riscontra solo, derivato dall'epi-
grafia, l'uso saltuario di punti come segni di distin-
zione tra parola e
parola, o di altri se-
gni particolari (pa-
ragraphus, stigma,
asteriscus, ecc.), di
valore non ben de-
finito.

Nel medioevo, a
partire dalle scritture
corsive, l'ir. segue uno
schema molto ele-
mentare, che distin-
gue una pausa lun-
ga, una breve e una
intermedia collocan-
do un punto in po-
sizione diversa ri-
spetto all'altezza del-
le lettere (in alto, in
basso, al centro).
Successivamente, ad
evitare frequenti con-
fusioni, si usò pure
una lineetta, verti-
cale od obliqua, sia
da sola sia in varie
combinazioni con il
punto. Nel sec. IX la
pausa lunga è segnata
da un punto più una
virgola, affiancata o
sottoposta; nel XII si
indica con due punti
affiancati la pausa
intermedia. Il punto
interrogativo figura
già in alcuni mano-
scritti della fine del
sec. VIII: manca però
in molti della prima
metà del IX. È da
tenere presente che
fino all'inizio dell'età
moderna l'ir. è usata
molto liberamente e
segue leggi ritmiche
intese a regolare l'in-
flessione di voce del
lettore piuttosto che
distinguere le parti
sintattiche del di-
scorso.

Bibl.: Manca uno studio di insieme sull'ir. Chiare sintesi si vedano in C. Paoli, Programma scolastico di paleografia latina e di diplomatica, I, 3a ed., Firenze 1901, p. 56 sgg., e A. Schiaff- ini, Punteggiatura, in Enc. Ital., XXVIII, pp. 546-58, dove sono citati moltissimi lavori particolari. Alessandro Pratesi