ABADIE, JEAN. - Quictista c pictista, n. a Bourg (Bordeaux) il 13 febbr. 1610, m. ad Altona il 13 febbr. 1674. Compiuti gli studi nel Collegio dei Gesuiti a Bordeaux, entrò nella Compagnia di Gesù e fu ordinato prete nel 1635. A causa di una malattia contratta per eccessive penitenze, poté abbandonare la Compagnia nel 1639; fu ad Abbeville, Bazas, Tolosa. È nella sua vita di uomo vagante che si è iniziato alla teorica e alla prassi mistico-quietista di stampo molinosista; nel 1649 è a La Graville; nell’ott. 1650, a Montauban, diviene protestante; nel 1659, a Ginevra, fonda un gruppetto di suoi devoti; a Middelburg, nel 1666, raduna altri discepoli tra cui Antonietta Bourignon. Il Sinodo di Naarden reclama una sua ritrattazione: a causa del suo rifiuto è esiliato; muore ad Altona. I suoi discepoli, detti labadisti, sopravvissero fino alla prima metà del sec. XVIII, non senza aver fondato convenzionale anche fuori d’Europa, dal Maryland al Surinam.
L’opera del L. è fondamentale per lo studio del passaggio dal quietismo al pietismo: il L. parte, nella sua opposizione contro i Sacramenti e le pratiche religiose, dalla sufficienza dell’orazione mentale (così com’era stato affermato dal quietismo), per arrivare all’affermazione tutta pietista dell’aconfessionabilità religiosa, proprio perché la religione è un esclusivo problema del cuore.