LEONE di ACRIDA. - Vescovo bizantino fautore dello scisma orientale. Sotto Michele Cerulario (v.) L. spedì nel 1053 una lettera al vescovo Giovanni di Trani (nelle Puglie). Questo documento fu redatto mentre ancora avevano luogo trattative fra la corte bizantina ed il papa Leone IX per una spedizione comune contro i Normanni che invadevano allora l'Italia meridionale ancora bizantina, e per l'accettazione della condizione preliminare posta dalla S. Sede, cioè l'unità della Chiesa bizantina con la Chiesa romana.
L'intesa fu ostacolata dal patriarca bizantino; benché scrivesse una lettera pacifica al Papa sotto l'influsso del suo Imperatore, egli indusse astutamente L. a scrivere una lettera antialtina. In questa furono fatte quattro accuse contro la Chiesa Romana: 1) gli azimi; 2) il digiuno del sabato; 3) il cibo dell'animale soffocato; 4) l'omissione dell'Alleluia nella Quaresima (trad. lat. del card. Umberto di Silva Candida: PL 143, 744-69). La versione venne consegnata al papa Leone IX, che la fece rifiutare dal detto cardinale.