LAMBERTO DI HERSFELD

LAMBERTO di HERSFELD. - Monaco benedettino e storico. A ca. 25 anni entrò nel monastero di Hersfeld e ne diresse probabilmente la scuola. Nel 1070 si recò nelle abbazie di Salfeld e Siegburg per studiarvi le istituzioni e i riti dei nuovi monaci venuti da Fruttuaria con l'arcivescovo Annone.

Spinto dall'amore per il suo monastero, che difese con tro molti avversari, ne scrisse tra il 1063 e il 1073 la vita del fondatore Lullo, arcivescovo di Magonza, e una perduta.

Mentre l'abate Hartvico ed i suoi monaci favorivano l'imperatore Enrico IV, L., dopo l'elezione di Rodolfo di Svevia, scrisse i suoi Annales, con l'intento di provare la giusta deposizione di Enrico e la legittima elezione di Rodolfo. Per questa tendenziosità gli Annales perdono di valore, ma sono tuttavia ancora fonte pregevole, specialmente per i primi anni del pontificato di Gregorio VII; essi giungono infatti sino al 1077.

BIBL.: Lamperti Monachi Hersfeldensis opera, ed. O. Holder-Egger, in MGH, Scriptores rerum German. in usum scholarium, XXXVIII, Hannover-Lipsia 1894; A. Potthast, Bibliotheca historica medii aevi, I, p. 705 sgg.; G. Meyer von Knonau, Heinrich IV. und Heinrich V., II, Lipsia 1894, pp. 791-853; B. Schmeidler, Kleine Forschungen in literarischen Quellen des 11. Jahrhunderts, in Hist. Vierteljahrschrift, 20 (1919-20), pp. 120-49, speciallamente pp. 141-49.

LAMBERTO, re d'Italia, imperatore. - Figlio di Guido II, duca di Spoleto, e di Ageltrude dei duchi di Benevento, m. presso Marengo per una caduta da cavallo il 15 ott. 898. Venne eletto socio dell'Impero da papa Formoso nell'892; nel dic. di quell'anno riceveva dallo stesso Pontefice la dignità imperiale che gli veniva poi confermata alla morte del padre, nell'894.

Gli fu opposto Arnolfo di Germania, che, sceso in Italia su invito del Papa ed espugnata Roma, strenuamente difesa da Ageltrude, madre di L., venne incoronato imperatore da Formoso il 22 febbr. 896. Sostenuto da Giovanni IX e fu presente al Sinodo che il Pontefice tenne nella stessa città durante la primavera dell'898, in cui venne condannato il Sinodo antiformosiano «del cadavere». L. fu un giovane pieno di ardite speranze e, malgrado lo spirito battagliero della madre Ageltrude, riuscì a dare al paese un breve periodo di pace.

BIBL.: F. Gregorovius, Storia della città di Roma nel medioevo, trad. it., I, Roma 1900, pp. 835-52; L. Schirmery, Kaiser Lambert, Gottinga 1900; L. Schiaparelli, I diplomi di Guido e L. (Fonti per la storia d'Italia, 36), Roma 1906; G. Romano, Le dominazioni barbariche in Italia, Milano 1909.