LANA TERZI, FRANCESCO. - Gesuita, matematico e fisico, n. a Brescia il 10 dic. 1631, m. ivi il 22 febbr. 1687. Insegnò grammatica nel Collegio di Terni con tanto plauso, che a lui e alla famiglia si volle dare il diritto di cittadinanza; cui egli corrispose con il dramma sacro: La rappresentazione di s. Valentino martire e protettore di Terni con la coronazione di Tacito e Floriano, terniani, imperatori romani (Terni 1656). In seguito si dedicò alle scienze e insegnò per tre anni, a Brescia, la filosofia, che comprendeva allora anche la fisica e le scienze naturali, poi per sei anni matematica all'Università di Ferrara; e trascorse il resto della sua vita a Brescia, intento alle sue invenzioni e a scrivere le sue opere.
Già a Roma, sotto l'impulso del p. A. Kircher, il L. T. aveva eseguito parecchie notevoli esperienze, che poi continuò e formarono la materia delle sue pubblicazioni. Le quali comprendono, oltre ad un saggio di storia naturale della provincia bresciana, in latino (lasciato imperfetto e pubblicato, tradotto, da C. Pilati, in Saggio di storia naturale bresciana, I, Brescia 1769, p. 13 sgg.), l'opera: Prodromo ovvero saggio di alcune invenzioni nuove, premessa all'Arte Maestra (Brescia 1670), che è come il prologo al lavoro più completo ed erudito: Magisterium naturae et artis (I-II, Brescia 1684-86; il vol. III, postumo, Parma 1692), Nel Prodromo (cap. 6) studia

LANA TERZI, FRANCESCO - Nave capace di reggersi nell'aria con i remi e con le vele. A.B.C.D.: Quattro sfere vuote d'aria; F-E: barca in legno con vela, Incisione in rame - Esemplare della Biblioteca della Civiltà Cattolica.
appunto la possibilità di fabbricare « una nave che cammini sopra l'aria a remi ed a vele »; e ne dà la figura, la descrizione, i principi scientifici su cui si fonda. La notizia suscitò molta ammirazione (il p. B. Zamagna ne compose un poema: Navis aerea et elegiarum monobiblos [Roma 1768]) e anche contraddizioni. Non consta con certezza che il L. T. abbia in pratica costruita la sua nave, né che, costruita, ne abbia fatto l'esperimento; gli resta però sempre il merito di aver posto il problema e cercato, uno dei primi, di risolverlo scientificamente. Altre invenzioni del L. T. riguardano un nuovo metodo per la lettura dei ciechi, perfezionamenti al microscopio e al telescopio ecc.