LIBERTINI. - La parola l., con il volgere dei tempi, si è caricata di diversi sensi. L. sono stati definiti da Calvino i sostenitori di teorie panteistiche vissuti in Francia all'inizio della rivoluzione protestante: questo gruppo libertino si è iniziato a Lilla, intorno al 1525, ad opera del sarto Quentin e poi del prete Antonio Pocques, e si è diffuso quindi a Parigi; per questi esiste un solo spirito, e Dio stesso animatore degli uomini è unito formalmente al loro corpo, ed è operatore sia del bene sia del male; nel 1547 un cordelier di Rouen sosteneva che l'uomo vive in una sorta di pace, anche dopo aver commesso il male, perché quella è la volontà di Dio, annunciando in tal modo teorie pre-quietiste. Accanto a questi l. religiosi sono vissuti dei l. di stampo tipicamente politico, che hanno operato a Ginevra contro il governo teocratico di Calvino (essi furono definitivamente distrutti da Calvino nel 1555).
Con il sec. XVII il concetto di l. prende il significato di liberi pensatori (v.). Nel sec. XVIII l. vengono designati anche i deisti o i sostenitori della tolleranza religiosa, e poi quelli che anche oggi si definirebbero l., cioè gli epicurei della vita (concetto che è d'altronde presente anche nel Seicento). Nel Settecento va notata un'alleanza tra il l. e l'honnête homme (il borghese) nella difesa che ambedue fanno su un piano economico, contro la morale evangelica, di ogni prestito a interesse.
Il libertinismo non è solo un agire, ma è anche un ispirarsi ad una teorica, la teorica dell'incredulità e della volontà di liberarsi dalla paura della pena eterna. Nello studio del mondo moderno l'influsso del libertinismo secentesco è fondamentale: tutto il laicismo razionalistico del Settecento e quello positivistico dell'Ottocento vengono da lì.
Bibliografia7 opereR. Helde, Libertins, in DThC. IX, coll. 703-706; J. R. Charbonnel, La pensée italienne au XVIIe siècle et le courant libertin, Parigi 1919 (
BIBL.: R. Helde, Libertins, in DThC. IX, coll. 703-706; J. R. Charbonnel, La pensée italienne au XVIIe siècle et le courant libertin, Parigi 1919 (sul quale G. Gentile, Studi sul Rinascimento, 2ª ed., Firenze 1936, pp. 167-78); H. Busson, La pensée religieuse française de Charron à Pascal, Parigi 1933; R. Pintard, Le libertinage érudit dans la première moitié du XVIIe siècle, 2 voll., ivi 1945; L. Febvre, Le problème de l'incroyance au XVIIe siècle. La religion de Rabelais, ivi 1947; B. Groethuysen, Origini della spirita borghese in Francia, trad. it. A. Forti, Torino 1949; G. Spini, Ricerca dei l., Roma 1950.
Petrocchi, Massimo. “Libertini.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, col. 1293. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/libertini.
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Petrocchi, Massimo. “Libertini.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, col. 1293. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/libertini.
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