**LINCOLN, A.-BRAHAM. - Uomo di Stato americano, n. a Big South Fork (Kentucky) il 12 febbr. 1809, m. a Washington il 15 apr. 1865. Di origini umilissime, trascorse una giovinezza nomade e avventurosa, durante la quale esercitò i più disparati mestieri per procurarsi da vivere. Autodidatta, nel 1837 divenne avvocato nello Stato dell’Illinois e in breve si mise in luce per la sua probità e abilità. Entrato sin dal 1832 nella vita politica, fu per alcuni anni deputato al Congresso federale.**

Dopo una parentesi di attività privata, tornò alla politica nel 1854, richiamato dall’aspro conflitto tra schiavitù e abolizionisti, che nel decennio successivo doveva scavare una tragica divisione in seno alla Confederazione. Combatté le misure miranti ad estendere la schiavitù ai nuovi Stati che andavano costituendosi, e alla ragione economica, su cui sostanzialmente si fondava la politica schiavista degli Stati meridionali (costituendo per essi la schiavitù, oltre che una radicata istituzione, il fondamento su cui poggiava la loro economia), oppose una ragione umanitaria e l’ideale democratico, che esigevano se non la soppressione immediata di tale piaga, almeno che essa fosse circoscritta.
Le correnti abolizioniste diedero vita al Partito repubblicano, che raccogliendo i suoi aderenti negli Stati settentrionali, si contrappose al Partito democratico, dominato dagli Stati del sud. L. vi aderì, suggerendo in un primo tempo una politica di moderazione. Divenutone il leader, la sua vittoria nelle elezioni presidenziali del 1860 provocò la ribellione dei sette Stati meridionali, che fondarono una Confederazione indipendente. Nonostante gli sforzi di L. per risolvere pacificamente la crisi e preservare l’unità del paese, la tensione via via più grave rese inevitabile lo scoppio della guerra civile o di successione. L. vi entrò dapprima in nome dell’unità nazionale. Solo in un secondo tempo, anche per rendere insostenibile un riconoscimento europeo della Confederazione meridionale (Francia e Inghilterra favorivano gli Stati secessionisti nell’intento di dividere permanentemente gli Stati Uniti), la trasformò in lotta contro la schiavitù e il 19 genn. 1863 emanò il proclama di emancipazione dei 4 milioni e mezzo di negri, allora negli Stati Uniti. Rielletto alla presidenza nel 1864, fu colpito a morte il 14 apr. 1865, quando la guerra stava ormai per concludersi vittoriosamente, da un fanatico secessionista.
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