LONGANIMITÀ. - Dal lat. longanimitas, è una delle parti potenziali della virtù cardinale della fortezza e significa la pazienza protratta a lungo per la dilazione della cosa desiderata. Sopportare una molestia per poco tempo appartiene alla virtù della pazienza, tollerare una molestia che proviene dalla dilazione della cosa aspettata appartiene alla l.
Secondo s. Tommaso (Sons. Theol., 2ᵃ-2ᵇᶜ, q. 126, a. 5) tale pazienza è piuttosto un atto della magnanimità, in quanto tende a un bene lontano, superando la difficoltà dell'attesa. Nella S. Scrittura il termine viene usato per significare la grande pazienza del Signore nel sopportare le offese, della quale non bisogna abusare, come suggerisce s. Paolo (Rom. 2, 4), ammonendo il peccatore a non disprezzare le ricchezze della pazienza e della l. di Dio. Come difetti contrari alla l. bisogna notare gli stessi della pazienza, cioè per difetto l'insensibilità, per cui non si prova dolore quando sarebbe giusto provarlo; per eccesso l'impazienza, che spinge a lamentarsi, ad inquietarsi ed a mormorare per l'attesa e la dilazione.