LOPUCHIN, ALEKSANDR PAVLOVIĆ. - Teologo russo, maestro in teologia e professore dell'Accademia ecclesiastica di Pietroburgo. N. nel governatorato di Saratov, nel 1852, m. il 22 ag. (vecchio stile) 1904. Figlio di un sacerdote, studiò nel Seminario di Saratov e, dal 1874 al 1878, nell'Accademia ecclesiastica di Pietroburgo. Dal 1879 fu salmodista nella Chiesa russa di Nuova York. Nel 1882 tornò in Russia per difendere la sua dissertazione: Il cattolicesimo romano nell'America settentrionale (1881). Dal 1882 insegnò teologia comparativa, e dal 1885 storia universale civile antica.
L. tradusse alcune opere del teologo inglese F. W. Farrar (1831-1903), compose l'ampia Storia biblica alla luce delle nuovissime indagini e scoperte (Pietroburgo 1892-1895), scrisse numerosi articoli specialmente nelle riviste teologiche o ecclesiastiche Strannik (Il pellegrino), Tserkovnyj Vestnik (Nunzio ecclesiastico) e Christian-shoe Ctenie (Lettura cristiana); della prima fu, per certo tempo, editore, delle due ultime per 10 anni redattore. Egli ispirò la traduzione russa completa delle opere del Crisostomo. Inoltre curò l'edizione dell'opera Storia della Chiesa cristiana nel sec. XIX (I-II, Pietroburgo 1900-1901) e specialmente dei 5 primi voll. dell'Enciclopedia teologica ortodossa (la quale fu continuata sino al vol. XII da N.N. Glubokovskij in maniera più scientifica).
L. si occupò in particolare della riunione dei cristiani separati (analitutto dei Russi con gli anglicani, vecchi cattolici e nestoriani) e si interessò in maniera speciale dei problemi attuali biblici. Cercò di allargare l'orizzonte dei teologi russi, rendendo note le novità teologiche comparse all'estero, ed insieme di divulgare la teologia. Alcuni gli rimproverarono tale popolarizzazione della teologia, e di non cedere abbastanza alla tendenza razionalistica del tempo in materia biblica. Pubblicò tra l'altro anche un Manuale di storia biblica del Vecchio Testamento (Pietroburgo 1888), ed un Manuale di storia biblica del Nuovo Testamento (ivi 1889).
Con la contessa di Morbalán, pensando ai pericoli cui erano esposte le donne di servizio, fondò per loro una casa in cui accoglierle, quando fossero dimesse da qualche famiglia ed in cerca di lavoro. La Beata si dedicò interamente a quest'opera e l'11 giugno 1876 con l'approvazione del vescovo ausiliare di Toledo, mons. Sancha y Hervás, vestì l'abito religioso dell'Istituto da lei fondato. Nello stesso anno vide sorgere la fondazione di Saragozza, nel 1878 quella di Siviglia e nel 1887 quella di Bar-