LUOGHI SANTI. -
I. NOZIONE
Designazione antonomastica, nel linguaggio cristiano, dei luoghi santificati dalla presenza di Gesù in Palestina. Nei siti in cui si svolsero le gesta del Redentore, della Vergine e degli Apostoli, spesso furono innalzati edifici sacri, detti santuari; spesso perciò l'espressione 1. s. equivale a « santuari ». I. 1. s. possono considerarsi in relazione all'importanza dei ricordi che racchiudono, o all'autenticità storica, o al santuario di cui sono abbelliti, o al diritto che su di essi hanno quanti li possiedono e li venerano. Sotto quest'ultimo punto di vista si è sviluppata la cosiddetta « questione dei l. s. », che anche oggi è tutt'altro che risolta.Sotto l'aspetto religioso, i. s. che ricordano fatti importanti della vita del Redentore (Natività, Agonia, Risurrezione, ecc.) presentano maggiore interesse di quelli che ricordano solo fatti secondari o relativi ai santi: Piscina di Siloe o Bethsaida ovvero luogo della conversione di s. Paolo o del martirio di s. Stefano.
Il giudizio sulla loro « autenticità » viene stabilito da due fatti: come un l. s. corrisponde ai dati evangelici e come è attestato in quanto tale da antiche e costanti affermazioni. Solo quando si avverano questi due casi si ha un l. s. « autentico »; in caso contrario, un l. s. è commemorativo e mantenuto dalla pietà dei fedeli. Esempi del primo sono Betlemme, il Gethsemani, il S. Sepolcro, ecc.; del secondo parecchie stazioni della Via Crucis a Gerusalemme. Naturalmente fra la grande serie dei l. s. si ha tutta una graduazione; tanto più essi realizzano i due requisiti, tanto più godono di valore storico. In ogni caso non si arriva che ad una certezza morale. Per la maggior parte dei l. s. si ha il vuoto letterario fino al sec. IV, ma si può facilmente colmare pensando alla serie ininterrotta dei vescovi, che in principio erano anche parenti del Signore, ed ai movimenti sia devozio-nali, attestati già con il sec. II, sia scientifici, iniziati già con Origene, nonostante i tragici avvenimenti in cui in-crease la Palestina nei primi secoli cristiani.
Fino alla pace costantiniana, ad eccezione del Sion (v.), non si ebbero che l. s. venerati, mentre dopo vennero eretti i santuari. Nell'origene questi si distinsero i membri della famiglia imperiale: s. Elena e Costantino eressero i santuari del S. Sepolcro, dell'Eleona, di Betlemme e di Mambre, Eudocia il Martyrium di s. Stefano, Giustiniano rifece Betlemme. Non minore zelo ebbero il clero, i monaci e i forestieri venuti ad abitare nei l. s. Il massimo sviluppò se ebbe dai secc. IV-VI, e non soltanto i testi evangelici ma anche testi apocrifi suggerirono l'erezione di santuari. Molti santuari furono rovinati dall'invasione
persiana (614); altri, anche se restaurati poco dopo, furono destinati al disfacimento con l'occupazione araba della Palestina (634). Nel periodo crociato i santuari furono nuovamente innalzati; ma caduto il regno latino furono di nuovo condannati all'abbandono. Solo alcuni poteron Custodia (v.) di Terra Santa, che li risarcirono dietro compenso di larghe somme. Con il secolo scorso si iniziò di nuovo un movimento edilizio, che oggi comincia ad essere paralizzato. Lo stile in cui i santuari vennero eretti fu il tardo romano e bizantino da principio, poi il romanico e in tempi moderni il neo-classico e il ritorno ai vecchi stili. Notevole è la corrente, promossa dalla Custodia di Terra Santa e diretta dall'architetto A. Barluzzi, di creare dei santuari atti a disporre l'animo al mistero, p. es., gioia al Thabor, dolore al Gethsemani, con stile eclettico.
Appunto perché cari ai cristiani, i. s. furono spesso occasione di lotte fra di loro per averli ed ufficiali. Il clero fu ed è maggiormente interessato; anche i vari governi si sono occupati di tutelare i diritti dei loro connazionali. Così le lotte originate da motivo religioso ricevettero pure un aspetto politico. Durante il periodo bizantino le competizioni per avere i. s. erano mosse da motivi teologici; basta ricordare la consacrazione del S. Sepolcro (335) e l'assalto alla Città Santa di 10 mila monaci (512-18). Durante il periodo crociato i Latini ebbero la preponderanza, senza però escludere gli altri riti. Ricoperta la Palestina dagli Arabi, quando ormai la Chiesa si era andata suddividendo in chiese più o meno nazionali, sorsero le lotte di rito e di nazione.
Durante il periodo manuelesco ebbero maggiori diritti i Francescani (dal 1335) ed i Georgiani, non senza qualche lotta fra di loro, p. es., relativamente al Calvario (512). Con il periodo turco (1517-1919) si ebbe la vera lotta, che sfociò in fatti nauseanti e in guerre tra nazioni. Si ricordi quella di Crimea. Il movente fu il fatto che i Greci, approfittando dei vantaggi che loro provenivano dalla sudditanza turca, intendevano allontanare i Latini da tutti i santuari, con il pretesto che i Latini erano forestieri. Le potenze europee, con a capo la Francia, favorirono generalmente i Latini, mentre la Prussia approvò i Greci. Le lotte più vive si ebbero dal 1620 al 1690, poi parzialmente nei secc. XVIII-XIX. Per venire a capo di qualcosa, fu fissato anche uno status quo, ma così vago che non riuscì ad impedire accanire lotte.
BML: H. Vincent, L'authenticité des lieux saints, Parigi 1932. D. Baldi, Enchiridion Locorum Sanctorum, Gerusalemme 1935; Sulla questione dei l. s.: D. Baldi, La questione dei l. s. in generale e in particolare, Santuari contestati, Torino 1919; G. Testa-H. Vincent-D. Baldi, Il S. Sepolcro di Gerusalemme, Splendori, miserie, speranze, Bergamo 1949. Bellarmino Bagatti
II. CONDIZIONE GIURIDICA ATTUALE DEI L. S. - La risoluzione del 29 nov. 1947 dell'Assemblea dell'O.N.U., la quale divideva la Palestina tra gli Arabi e gli Ebrei e creava una nuova città internazionale, Gerusalemme, disponeva l'internazionalizzazione dei l. s. Tale risoluzione non ha avuto però, per ragioni di varia natura, piena applicazione.
In essa sono contenute cinque disposizioni fondamentali: 1) non sarà fatto alcun attentato contro i diritti esistenti concernenti i l. s., edifici o siti religiosi; 2) in ciò che riguarda i l. s., la libertà d'accesso, di visita e di transito sarà garantita, in conformità dei diritti esistenti, per tutti i residenti o cittadini dell'altro Stato e della città di Gerusalemme, come a tutti gli stranieri, senza distinzione di nazionalità, salvo che per ragioni di sicurezza nazionale o relative al mantenimento dell'ordine pubblico e della quiete; 3) I. s., gli edifici o siti religiosi, saranno preservati. Ogni azione di natura atta a compromettere in qualunque maniera il loro carattere sacro sarà interdetta. Se, in determinate circostanze, il governo ritiene che vi siano riparazioni urgenti da fare a un santuario, a un edificio o a un sito religioso qualunque, egli potrà invitare le comunità interessate a procedere alle riparazioni. In caso che, entro un termine ragionevole di tempo, non sia ascoltata la
sua richiesta, potrà egli stesso procedere alle riparazioni a spese delle comunità interessate; 4) nessuna imposta sarà percepita sui l. s., edifici e siti religiosi che ne erano esenti al momento della creazione dello Stato. Alla incidenza delle imposte non sarà apportata alcuna modificazione che costituisca una discriminazione tra i proprietari od occupanti dei l. s., edifici o siti religiosi, o che ponga i proprietari od occupanti in una situazione meno favorevole, in rapporto all'incidenza generale delle imposte, di quello che fosse al momento dell'adozione delle raccomandazioni dell'Assemblea. 5) il Governo della città di Gerusalemme avrà il diritto di decidere se le disposizioni della Costituzione dello Stato, concernenti i l. s., sono bene osservate e applicate. Avrà egualmente il diritto di prendere tutte le decisioni relative alle contestazioni delle diverse comunità.
Per l'O.N.U., occorre che la pace religiosa regni attorno ai l. s., e poiché questa sembra stabilita sulla base dello status quo, questo dovrà essere conservato e s.n.zi. nonato. Tale è il pensiero, completamente puramente, degli autori della nuova carta internazionale dei l. s. Poco importa che certe persone situazioni attuali siano dovute a spogliazioni e ad usurpazioni del passato; l'essenziale è che l'equilibrio, realizzato attorno alle posizioni attuali, sia preservato nel più grande interesse della pace religiosa.
Il 9 dic. 1949 l'O.N.U. riaffermava la sua intenzione di volere instaurare a Gerusalemme un regime internazionale permanente il quale prevede delle garanzie adeguate per la protezione dei l. s. tanto a Gerusalemme che fuori di questa città. Il 4 apr. 1950 veniva approvato dal Consiglio per l'amministrazione fiduciaria delle Nazioni Unite il testo del nuovo Statuto per la città di Gerusalemme. Lo Stato d'Israele è contrario alla internazionalizzazione di Gerusalemme come corpo separato dal restante territorio israeliano per ragioni di carattere economico e morale, e propone, invece, l'extraterritorialità dei singoli santuari, sotto la tutela di un commissario, rappresentante locale dell'O.N.U.
Lo Stato arabo di Giordania si rifiuta di accettare il progetto d'internazionalizzazione di Gerusalemme, in quanto esso stesso si dichiara protettore dei l. s. senza bisogno di uno Statuto speciale e di un governo separato. Il 15 gen. 1951 'Abdallah, re di Giordania, nominava e insediava Rajeb Nasasibi Pasa a «ispettore del Haram es-Serif e alto custode dei l. s.». Vi presentarono i consoli d'Inghilterra, America, Iran, Turchia, Libano, Grecia, Olanda, Danimarca e Svizzera; nessun console delle nazioni cattoliche era presente.
Per quanto riguarda i singoli l. s., la situazione attuale è la seguente.
I Santuari in contestazione con altri riti, non cattolici, sono tre: S. Sepolcro, la Natività di Betlemme e la tomba della Madonna nella valle di Giosafat. A questi si deve aggiungere il S. Cenacolo contestato dagli Ebrei.
1. Il S. Sepolcro. a Luoghi posseduti attualmente dai Francescani: 1) la metà meridionale del Calvario; 2) la cappella dell'Invenzione della Croce e la scala che vi accede; 3) l'altare di S. Maria Maddalena e lo spazio circostante; 4) l'altare e la cappella dell'Apparizione di Gesù risorto alla Vergine; 5) La piccola cappella, detta dello Spasimo e anche dei Franchi, situata nella parte meridionale del Calvario, con la scala esterna alla basilica del S. Sepolcro che porta alla detta cappella; 6) metà della galleria che gira attorno alla Rotonda; 7) la galleria sopra i cosiddetti sette archi della Vergine; 8) il passaggio, sullo stesso piano della galleria precedente, per salire alla cupola. b) Luoghi rivendicati dai Francescani: 1) tutta l'edicola del S. Sepolcro; 2) la grande cupola di piombo e la piccola cupola sottostante, che ricoprono lo stesso S. Sepolcro; 3) tutto il pavimento che circonda il S. Sepolcro, e lo spazio circolare tra i pilastri della Rotonda e il muro, oggi occupato da stanze costruite dai Greci dopo l'incendio del 1808; 4) il grande arco che separa la Rotonda dalla navata centrale della basilica, e che attualmente serve da coro ai Latini, quando celebrano le loro funzioni religiose davanti all'Edicola del S. Sepolcro; 5) la Pietra dell'Unzione e il pavimento che la circonda fino alla porta principale della basilica; 6) la stanza attigua alla Pietra dell'Unzione, attualmente occupata dai Greci; 7) i quattro archi inferiori, che formano la cappella di Adamo, davanti la quale fino al 1810 esistevano le tombe di Goffredo di Buglione e di Baldovino, fatte sparire dai Greci; 8) le altre cinque tombe dei re latini di Gerusalemme, situate ai piedi del muro che chiude il coro dei Greci; 9) la stanza posta a lato della cappella di Adamo; 10) i sette archi detti della Vergine; 11) la cappella detta la Prigione di Cristo; 12) tutto il piazzale antistante la porta della basilica.
2. Santuario della Natività a Betlemme. a Luoghi posseduti attualmente dai Francescani: 1) l'altare del Presepio (da non confondere con quello vicino della Natività); 2) la stella d'argento con iscrizione latina, infissa sotto l'altare della Natività; 3) i drappi di amianto con lo stemma di Terra Santa, che rivestono le pareti della Grotta. b) Luoghi rivendicati dai Francescani: 1) tutta la grande Basilica Costantiniana, compreso l'altare maggiore, il presbiterio e l'abside, ad eccezione del battistero; 2) tutta la Grotta del Presepio con l'altare della Natività; 3) le due scale che accedono alla Grotta della Natività; 4) le tre chiavi delle tre porte laterali della Grotta; 5) il piazzale antistante la basilica; 6) il cimitero attiguo; 7) la cosiddetta Grotta dei Pastori e i terreni che la circondano, nella località di Beth Sahur, poco distante da Betlemme.
3. La Tomba della Vergine. Questo Santuario della Valle di Giosafat è rivendicato dai Francescani: 1) nella sua integrità, con gli altari di S. Giuseppe, S. Gioacchino e S. Anna; 2) nella custodia esclusiva, pur permettendo come già in altri tempi - le funzioni liturgiche agli altri riti orientali non cattolici, dietro loro richiesta.
4. Il S. Cenacolo. Questo Santuario fu in pacco possesso dei Francescani fino al 1452; da esso furono scacciati definitivamente nel 1551. Alla fine della guerra del 1914-18 il governo italiano stava per ottenere la restituzione di detto Santuario, allorché l'Inghilterra intervenne arbitrariamente e lo fece includere nella cosiddetta «Questione dei l. s.». Oggi il S. Cenacolo si trova in zona israeliana e gli Ebrei lo contestano ai cattolici.
5. Altri santuari esclusivamente ufficiali dai Francescani: 1) Gethsemani; 2) la cappella della Flagelazione; 3) l'oratorio della V stazione della Via Crucis e quello della VII stazione; 4) la grotta del Gethsemani; 5) «Dominus flevit» sul declivo occidentale del Monte Oliveto; 6) il luogo del Battesimo sulla sponda del Giordano; 7) Bethphage; 8) a Betlemme la Grotta del Latte della Vergine, la Casa di S. Giuseppe e il Campo dei Pastori; 9) ad 'Ajn Kárim il santuario di S. Giovanni Montana, quello della Visitazione e quello di S. Giovanni il Battista nel deserto; 10) a Emmaus-Qubejbeh la casa di S. Cleofa; 11) a Ramleh il santuario di S. Nicodemo; 12) a Giaffa la chiesa di S. Pietro apostolo, vicina alla casa di Simone il cuoio; 13) a Nazareth il santuario dell'Annunciazione della Vergine, la casa e l'officina di S. Giuseppe, la Messa Christi, il santuario del Tremore della Vergine, la cappella di S. Giacomo il Maggiore sulla cosiddetta casa di Zebedeo, il Precipizio; 14) il santuario di Naim; 15) Cana di Galilea; 16) a Sephoris il santuario di S. Anna (diroccato); 17) il santuario della Trasfigurazione sul Monte Thabor; 18) a Cana di Galilea anche la casa di S. Bartolomeo apostolo; 19) al lago di Tiberiade la chiesa del Primato di S. Pietro; 20) a Cafarnao la sinagoga in cui Gesù insegnava; 21) a Damasco la casa di Anania.
6. Altri Santuari in non completo possesso dei Francescani: 1) a Gerusalemme la casa di Anna e Caifa (Suore armene); 2) a Bethania il sepolcro di Lazzaro (musulmani); 3) sul Monte Oliveto il luogo dell'Ascensione (musulmani); 4) S. Anna (PP. Bianchi).
7. Santuari non francescani: 1) La Dormizione della Vergine sul Sion (PP. Benedettini); 2) a Gerusalemme il santuario della decapitazione di S. Giacomo il Maggiore (Armeni non-uniti), S. Stefano fuori la porta di Damasco (PP. Domenicani), la grotta di S. Pietro in Galli cantu (PP. Assunzionisti), il santuario del Pater Noster (Suore carmelitane); 3) a 'Ajn Kárim la fontana della Vergine; 4) a Gerico il Monte della Quarantena (Greci); 5) a Giaffa la casa di Simone il cuoio (moschea); 6) a Damasco la casa di Giuda nel vicus rectus (moschea).