MANCIO DE CORPUS CHRISTI. - Teologo domenicano, n. a Becerril de Campos (Palencia) nel 1504 e, m. a Salamanca 1818 luglio 1576. Discepolo di F. de Vitoria. Ottenne il magistero in teologia nel 1546, fu professore all'Università di Alcalá dal 1546 al 1564 e poi di Salamanca (1564-76), dove ebbe discepolo s. Giovanni della Croce. Fu accusato ingiustamente due volte presso il S. Uffizio da avversari invidiosi.
Incaricato di esaminare il Catechismo del confratello B. Carranza, lo approvò suscitando le ire dell'inquisitore generale Valdér. Prese le difese di fronte al S. Uffizio anche di Louis de León e dei due agostiniani de Greval e de Martínez de Cantalapiedra. Consultato da Filippo II circa la convenienza della Crociata, dette parere favorevole. Approvò pienamente gli Esercizi di s. Ignazio, contro altri che vi avevano trovato alcune espressioni sospette di eresia. Giudicò favorevolmente anche la spiritualità di S. Teresa, contribuendo con tale giudizio a tranquillizzare la Santa. Fedele discepolo dell'Aquinate, di cui commentò la Summa, amante della verità, dotto e umile, fu molto stimato dai contemporanei. Le sue opere si conservano manoscritte nelle Biblioteche di Palencia, Coimbra, Madrid e del Vaticano (cod. Ottob. 1058).