MANSUETUDINE. - Virtù che modera l'ira, trattenendola nei limiti del ragionevole, per evitare l'impeto accecante della passione. L'ira, che per sé può essere giusta ed ingiusta, trova nella m. (parte potenziale della temperanza) quel giusto mezzo, che impedisce il suo trascendere irrazionale e la dirige verso quegli oggetti contro cui è ragionevole che si lanci.
S. Tommaso raccorda la m., quale beatitudine evangelica di ordine soprannaturale, con i doni dello Spirito Santo, mettendo in evidenza il perfezionamento, che si ottiene nell'ordine soprannaturale, della virtù naturale: "Vi è una virtù che frena l'irrompere delle passioni dell'appetito irascibile, affinché l'uomo non si abbandoni a quelle oltre il ragionevole; il dono (dello Spirito Santo) più perfettamente agisce in modo che l'uomo sia reso tranquillo da quelle passioni secondo la volontà divina; perciò la beatitudine: "Beati i mansueti". Sotto questo aspetto ascetico soprannaturale la m. è dono dello Spirito Santo (Gal. 5, 22-23), e assimila maggiormente il cristiano a Gesù "mite di cuore" (Mt. 11, 29).