MAGNIFICENZA. - La m. o munificenza indica la splendidezza nello spendere e nel donare. Come virtù speciale la m. consiste nella disposizione della volontà a compiere grandi opere esterne ed è propria di alcune anime, che cercano di lasciare nello splendore delle opere esterne un'impronta della propria personalità. Le opere grandi sono non alla disponibilità di ognuno, ma di alcuni privilegiati, cioè a dire dei ricchi, dei governanti oppure dei grandi coordinatori del pubblico bene, dai quali il denaro viene impiegato in nobili imprese.
Ma perché questo desiderio di grandezza non devi, occorre che non l'orgoglio e l'ambizione ne siano la molla, ma la gloria di Dio ed il bene comune. Allora si rende soprannaturale il naturale desiderio della grandezza e si arriva alla virtù della m. La virtù della m. ha una grande affinità con la liberalità (v.) per la generosità che con essa ha in comune, fortezza (v.) per la comune difficoltà cui vanno ambedue incontro (la fortezza per i pericoli nei quali si manifesta, la m. per le grandi spese) magnanimità (v.), con la quale condivide la grandiosità delle opere. Perché la m. possa attuarsi si richiedono alcune condizioni favorevoli: di fiducia, di sicurezza e anche, sebbene non necessariamente, di beni di fortuna.
I difetti opposti alla m. sono la grettezza o spolveria, che comprime gli slanci del cuore e non sa proporzionare le spese alla grandezza dell'opera; e la prodigialità, che consiste nel prodigare denaro senza misura.