MARCONI, Guglielmo. - Scienziato, n. a Bologna il 25 apr. 1874, m. a Roma il 20 luglio 1937. Dimostrò fin dalla sua giovinezza una spiccata ten-

denza per lo studio della fisica sperimentale. Venuto a conoscenza a 16 anni delle esperienze che nel 1886 avevano condotto Hertz a realizzare onde elettromagnetiche quali prevedeva l'elettrologia di Maxwell, si dedicò senz'altro al loro studio.
In quel tempo la tendenza dei fisici era di produrre analoghe onde sempre più corte; Hertz era riuscito a ridurre fino a 80 cm. la lunghezza delle onde generate con i suoi dispositivi; Righi a Bologna riuscì a produrre onde di pochi millimetri. M., pur apprezzando quei risultati di grande interesse fisico, intuì genialmente che per inviare segnalazioni a stazioni lontane occorrevano onde diverse da quelle fino allora impiegate nei laboratori di fisica; perciò, trasferitosi nella villa paterna di Pontecchio, cominciò le sue esperienze. Il primo notevole progresso realizzato fu quello dell'impiego di un'antenna per la produzione e la recezione delle onde e dell'aver fatto intervenire la terra come parte del suo dispositivo. Così in breve tempo M. poté trasmettere segnali a distanze di qualche centinaia di metri, e poi giungere ai 1700. Egli intuì poi che per girare ostacoli, p. es., una collina, era opportuno impiegare onde di lunghezza assai maggiore di quelle in uso nei laboratori: così riuscì a trasmettere segnali fino a 2400 m. con una collina interposta. A questo punto M. prese il suo primo brevetto (1896) e cominciò i perfezionamenti intesi allo sfruttamento industriale del suo lavoro, recandosi in Inghilterra, ove aveva parenti dispositivi ad aiutarlo. Aveva allora 22 anni.
Dopo una serie di riuscite esperienze sotto gli auspici di sir William Preece, con l'assistenza di rappresentanti della marina e dell'esercito, la praticità del sistema marconiano per trasmissione di segnali fu riconosciuta; venne quindi costituita nel 1897 la compagnia per finanziare le ulteriori ricerche, la quale al 1900 assunse la denominazione di M.'s Wireless Telegraph Company.
Da allora i trionfi non si contano più. Dalla trasmissione a decine di km. in terra e in mare si giunse, il 12 dic. 1901, alla prima trasmissione fra l'Inghilterra e l'America. Tutti i grandi piroscafi si munirono di stazioni trasmittente e ricevente, e parecchi di essi poterono ottenere soccorsi in tragiche circostanze con salvamento di innumerevoli vite umane.
Dalla trasmissione dei segnali si passò alla trasmissione della parola. Naturalmente a codesto enorme lavoro contribuirono pure numerosi scienziati e organizzazioni di molte nazioni; e, come sempre avviene, non mancano neppure invidie e lotte di ogni genere. Ma l'intera umanità riconobbe a M. il merito di aver per primo intuito la possibilità e perfezionato la tecnica delle radiotrasmissioni con immenso vantaggio universale. Al dolore per l'immatura morte del grande pioniere partecipò tutto il mondo; per la durata del suo solenne funerale tutte le stazioni radiotelegrafiche e radiotelefoniche del mondo interruppero in segno di lutto il loro funzionamento.