Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Protestantesimo Personaggi

MARGHERITA D'ANGOULÊME, REGINA DI NAVARRA

English Cita

Noto anche come: inglese: Marguerite of Navarre; francese: Marguerite d'Angoulême, Marguerite de Navarre

MARGHERITA d'Angoulême, regina di NAVARRA. - Duchessa d'Alençon, poi regina di Navarra, n. ad Angoulême l'11 apr. 1492, m. ad Odos-en-Bigorre il 21 dic. 1549. Figlia di Carlo di Orléans e di Luisa di Savoia, e quindi sorella maggiore di Francesco I, fu una delle donne più colte ed intelligenti del Rinascimento francese, ammirata e lodata per la vivacità dello spirito e per la finezza del sentire. Ebbe una educazione accurata in ambiente umanistico: alla conoscenza dell'italiano, dello spagnolo e del latino, aggiunse più tardi quella di un po' di greco e di ebraico. Da naturali disposizioni e dall'influenza dell'Umanesimo francese le derivò il desiderio di una religiosità raffinata ed il disgusto per la mondanità religiosa.

Particolare influenza esercitarono su M. due figure dell'Umanesimo religioso francese: il celebre Lefèvre d'Etaples (v.), e Guglielmo Briçonnet (v.), vescovo di Meaux direttore spirituale di M., noto per un tentativo di riforma iniziato nella sua diocesi (1518) ed ispirato agli ideali religioso-umanistici dell'epoca.

In un ambiente nel quale l'ideale rimase infatti sempre quello di una riforma energica, ma lontana da ogni scisma, il simbolismo morale veniva a pervadere e quasi a trasformare le credenze tradizionali. P. es., la Vergine appariva nel Miroir de l'âme pécheresse (Alençon 1531), che sollevò critiche violentissime e fu nell'edizione del 1533 condannato dalla Sorbona (condanna ritirata per l'intervento di Francesco I), quasi un simbolo dell'anima purificata: anzi, la stessa fede, ben lontana dal predestinazionismo radicale di Lutero, sembrava quasi identificarsi con «l'illuminazione a cui conchiude la dialettica platonica dell'amore» (Renaulet).

Contribuirono ad immergere M. sempre più in questa atmosfera le vicende di una vita che fu, per tanti aspetti, contraria a quelle che erano le sue disposizioni più intime ed il suo stesso temperamento. Sposata due volte, sempre per ragioni politiche e senza vero amore da parte sua, prima a Carlo III d'Alençon (1509) e poi, vedova nel 1525, ad Enrico d'Albret re di Navarra (1527), pose negli studi e nella vita di una piccola corte, tutta dominata dalla sua cultura, ogni suo interesse, e nel fratello Francesco I, da lei teneramente amato, ogni suo affetto.

Per comprendere l'atteggiamento di M. verso il protestantesimo si deve tener conto di questo complesso di fatti. Come molti altri contemporanei colti essa vide nella riforma protestante, sino ad un certo punto, un moto di revisione morale ispirato ad ideali evangelici, mentre, in particolare, le ripercussioni violente turbavano la sua sensibilità di donna. Più che a favore della causa protestante, essa si adoperò a favore di molti perseguitati, protestanti e non protestanti. Nel 1543 infatti giunse ad accogliere alla sua corte di Nérac alcuni libertini perseguitati da Calvino, attirandosi, per questo, la severa condanna e l'ostilità del riformatore ginevrino. Sfuggì, insomma, a M., come a molti altri, il carattere complessivo del moto protestante, e non può perciò essere posto in dubbio il suo desiderio di rimanere nell'intimo fedele all'unità ideale e concreta del mondo cristiano.

La sua produzione letteraria, opere poetiche, composizioni dialogiche che venivano recitate alla sua corte, novelle, scritti di pietà, ecc., è di importanza diseguale: letteratura, insomma, piuttosto che opera artistica. Un ricordo speciale vuole l'Heptameron, in cui, sull'esempio del Decameron del Boccaccio, si narra di una compagnia di dame e cavalieri, che attende a raccontare varie novelle, molte delle quali sono una vivace descrizione dei costumi dell'epoca ed una testimonianza preziosa sul gusto e l'arte del suo tempo.

Bibliografia10 opere
BIBL.: Delle opere di M. esistono solo edizioni parziali, che raccolgono volta a volta i vari generi di produzione. Per le poesie: Les marguerites de la Marguerite des princesses, 4 voll., ed. F. Frank, Parigi 1873; Dernières poésies, ed. A. Lefranc, ivi 1896; Poésies inédites, ed. R. Sturell, Parigi 1914. Per le commedie: Comédies, ed. F. E. Schneegans (Bibl. romanica, 295-99), Strasburgo s.d.: Epîtres et comédies inédites, ed. P. Jourda, Parigi 1927; Théâtre prophane, ed. L. V. Saulnier, ivi 1946. Di alcune commedie vanno consultate tuttavia edizioni particolari, p. es., Dialogue en forme de vision nocturne, ed. P. Jourda, Parigi 1926; La coche, ed. F. E. Schneegans (Singularia, 2), Lipsia-Strasburgo-Zurigo 1936; Comédie de la Nativité de Jésus-Christ, ed. P. Jourda, Parigi 1939; dell'Heptameron numerosissime edizioni. Per le lettere cf. il reportero cronologico, più sotto citato, di P. Jourda. Edizioni: Lettres, ed. F. Genin, Parigi 1841; Nouvelles lettres, ed. dello stesso, ivi 1842; Lettres, ed. R. Ritter, ivi 1927. - Studi: l'opera fondamentale e tuttora insuperata è quella di P. Jourda, M. d'A. duchesse d'Alençon, reine de Navarre (Bibliothèque littéraire de la Renaissance, 19-20), 2 voll., Parigi 1930; id., Répertoire analytique et cronologique de la correspondance de M. d'A. (ibid., 21), ivi 1931. Cf. ancora

L. Febvre, Autour de l'Heptaméron, Parigi 1944; per l'ambiente complessivo: H. Hauser-A. Renaudet, Les débuts de l'âge moderne (Peuples et civilisations), ed. L. Halphen-Ph. Sagnac, ivi 1946, pp. 233-42 e passim.

Franco Bolgiani

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 69–71.

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Bolgiani, Franco. “Margherita d'Angoulême, regina di navarra.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 69–71. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/margherita-d-angouleme-regina-di-navarra.

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Bolgiani, Franco. “Margherita d'Angoulême, regina di navarra.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 69–71. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/margherita-d-angouleme-regina-di-navarra.

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