MAINARDI, AGOSTINO

MAINARDI, AGOSTINO. - Agostiniano passato alla «riforma» e poi pastore a Chiavenna, nei Grigioni, nel 1458 a Caraglio (Cuneo) e m. a Chiavenna il 31 luglio 1563. Non si sa con precisione quando incontimicasse ad inclinare verso il protestantesimo. Il suo quaresimale del 1532 ad Asti e soprattutto quello del 1538 a Roma, in S. Agostino - dove suscitò le proteste di s. Ignazio di Loyola e dei Gesuiti - lo resero sospetto. A Milano, infine, nel 1541, durante il quaresimale nella chiesa di S. Marco, il M. sostenne idee così apertamente eretiche che il governatore, marchese del Vasto, lo segnalò al capitano di giustizia e ai podestà del ducato perché lo arrestassero.

Poco dopo (probabilmente nell'estate del 1541), fattasi insostenibile la sua posizione, il M. prendeva la fuga. Predicò a Tirano e proseguì quindi nei Grigioni dove divenne pastore della comunità riformata di Chiavenna. BULLINGER, HEINRICH (v.), di cui sosteneva le idee, venne presto a contrasto con i gruppi di anabattisti, soprattutto esuli italiani, numerosi nella zona. Fra questi «accademici scettici» cupidi «di stranezze e novità» come li definivano i protestanti, particolarmente accanto contro il M. si mostrò Camillo Renato (v.). La controversia con il Renato riguardava la questione della Cena, intesa dal M. in senso calvinistico e dal Renato e dai suoi ritenuti privati di valore. La controversia, iniziata verso il 1545, continuò fino al 1551, essendo stato il Renato scomunicato nel 1550 e bandito quindi dalle Chiese retiche; ma continuò in forma latente e fu ripresa più tardi, quando le idee del Renato furono diffuse e sviluppate contro il M. da Pietro Leoni e da Ludovico Fieri. Anche questa volta, processati gli anabattisti, il M. ottenne vittoria. Delle opere del M. si ricordano il Trattato dell'Eucaristia (1552), il Trattato dell'unica e perfetta satisfazione di Cristo (1561), Un pio et utile sermon della Gratia di Dio (1562). Pare che sia suo il libro della Anatomia della Messa, pubblicato sotto lo pseudonimo di Antonio di Adamo, oscena parodia del divino Sacrificio, tradotto in francese dal segretario di Calvino, Villars, ed in latino da P. P. Vergerio.

Bibl.: Unico lavoro complessivo sul M. è quello di A. M. Armand Hugon, A. M. Contributo alla storia della Riforma in Italia, Torre Pellice (1943) ch'è però del tutto inadeguato; anche i dati biografici vanno controllati per i numerosi errori di fatto; cf. ancora B. Fontana, in Arch. d. Soc. rom. di st. patria, 17 (1892), pp. 62-165, 365-474; F. C. Church, I riformatori italiani, trad. it., I. Firenze (1935), pp. 55, 231 sqq. e passim; A. Casadei, Lidia Fileno e Camillo Renato, in Religio, 15 (1939), pp. 48-86; F. Chabod, Per la storia religiosa dello Stato di Milano durante il dominio di Carlo V, in Annuario del R. Ist. stor. ital. per l'età mod. e contempor., 2-3 (1936-37), pp. 109 e n. 1, 192 sqq.; D. Cantimori, Eretici italiani del Cinquecento, Firenze (1939), pp. 74 sqq., 186 sqq., 284 sqq. Franco Bolgiani