giovane nell'Ordine domenicano a Genova, e compiutivi gli studi, si dedicò all'insegnamento e alla predicazione. Nel 1550 fu eletto vescovo di Laodicea e coadiutore del card. Gonzaga nella diocesi di Mantova; e nel 1552 inviato da Paolo IV alla corte di Madrid con incarichi diplomatici.
Promosso al vescovato di Lanciano (16 genn. 1560), intervenne al Concilio di Trento (1562). La sua partecipazione ai lavori conciliari fu molto attiva, e a lui si deve la stesura definitiva di non pochi decreti. Sotto IV collaborò alla compilazione del Catechismo romano e alla revisione dei libri liturgici, e nel maggio 1564 fu inviato presso l'imperatore Ferdinando per la soluzione di varie questioni inerenti all'applicazione dei canoni conciliari. Da Pio V fu nominato vescovo di Alba e visitatore apposito di 25 diocesi dell'Italia settentrionale, per l'attuazione della riforma tridentina.