MARINI, MARCO. - Canonico regolare della Congregazione del S.mo Salvatore, noto ebraicista, n. a Brescia verso il 1542-43, m. ivi nel 1594. Fu abbatte di S. Agnese sulla Via Nomentana (Roma). Rifiutò vari vescovati. Fu segretario delle lettere arabe e persiane alla corte di Venezia (1568); a Roma, per ordine di Gregorio XIII, inquisitore degli Ebrei e incaricato di purgare il Talmud, stampato a Basilea da Frobenio nel 1588 (senza il trattato 'Abhādhāh Zerah').
Versatissimo nel greco, arabo, aramaico, slavo e soprattutto nell'ebraico (detto il «Prisciano» della lingua ebraica), nel quale scrisse la prefazione all'Enarrationes in Iobum dello Steuco; curò l'edizione dei Targumim di Ionathan (da lui ritrovato), Onkelos e Gerosolimitano e lasciò tre opere poderose anche oggi di grande attualità: Hortus Eden, seu Grammatica linguae sanctae (in-4°, Babilonia, 1580, ristampata in Venezia 1855 e 1593); Arca Noë seu thesaurus linguae sanctae novus (2 voll. in-fol., Venezia 1593), copiosissimo e dottissimo prontuario-dizionario-concordanze che illustra brani e voci del testo ebraico, specialmente contro gli Ebrei; Annotationes literales in Psalmos, terminata a Roma e rivedute a Brescia fino al salmo 28 dall'autore e pubblicate e rivedute da G. L. Mingarelli (2 voll., Bologna 1748-50). L'opera è condotta sul testo ebraico con somma competenza.