Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Sacra Scrittura Geografia biblica

MASADA

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MASADA. - Fortezza su di una collina rocciosa del deserto di Giuda a ovest del Mar Morto. La primitiva costruzione, secondo Flavio Giuseppe (Bell. Iud., VIII, 3) risale a Ionathan (161-143), ma probabilmente già prima in questo luogo aveva cercato un rifugio David (I Sam. 24, 1). Il forte servi di rifugio a Erode il Grande, con 800 persone oltre le donne, nel 42 a. C., quando era in lotta contro i Parti (Fl. Giuseppe, Antiq. Iud., XIX, 14, 6). Qualche anno più tardi Erode trasformò la fortezza in reggia fortificata, rendendola più sicura mediante un accesso difficile e sorvegliato da una torre.

Nel 66 d. C., M. fu occupata dai Sicari, o partigiani a oltranza contro i Romani, che seminarono il terrore nelle località vicine: Engaddi, Hebron, Thecua e Herodium. Dopo un assedio memorabile, preparato con accuratezza, Flavio Silva occupò la fortezza, ma vi trovò i 190 assediati uccisi fra di loro, ad istigazione di Eleazar, ad eccezione di due donne con i loro bambini (Fl. Giuseppe, Bell. Iud., VII, 8, 2). Probabilmente da allora M. fu smantellata. Il cristianesimo vi mise piede e si trova ancora una chiesa a una navata con nartece, situata in mezzo al recinto. Forse fu costruita da s. Eutimio (v.) : Cirillo di Scitopoli, parlando del ritiro del Santo, lo chiama Marda, che alcuni ritengono parola siriaca per M.; ma altri identificano il luogo eutimiano con il Hirbet el-Merd, detto anche Castellino, dove poi s. Saba costruì un monastero. M. ai nostri giorni porta il nome di Sebbeh, e si vedono bene i resti della grande fortezza con due palazzi, parecchie case, molte cisterne, colombarie e resti delle fortificazioni del 66: muro di circonvallazione,

8 campi di cui 2 principali e 4 secondari, assai ben conservati, l'agger o terrapieno per l'assalto.

Bibliografia3 opere
BIBL.: F.-M. Abel, Une croisière autour de la Mer Morte, Parigi 1911, pp. 105-27; A. Schulten, M., in Zeitschrift des Deutschen Palästina-Vereins, 56 (1933), pp. 1-185 (con piani, fotografie e bibl.); G. Ricciotti, Il cantiere di Miram, Torino 1939, pp. 137-63.

Bellarmino Bagatti

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Di Bellarmino Bagatti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 271–272.

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Pagina 186
vol. 8, coll. 271–272

Altre voci di Bellarmino Bagatti: MASPHA (EBR. MĪSPĀH « VEDETTA ») · MARESA · MARA (EBR. MĀRĀH, SETTANTA ΜΈΡΡΑ ΠΙΚΡΊΑ) · MILETO · MIRRA (EBR. MÔR; SETTANTA ΑΥΏΡΙΑ, LAT. MYRRHA)

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Bagatti, Bellarmino. “Masada.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 271–272. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/masada.

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Bagatti, Bellarmino. “Masada.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 271–272. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/masada.

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