MARTA, SANTA

MARTA, santa. - Lazzaro (v.) e di Maria di Bethania. Il nome in aramaico significa «signora». È menzionata per la prima volta da Lc. 10, 38-42 in un villaggio della Galilea, ove ospitò Gesù, e si «affannava» a preparargli una degna accoglienza, mentre la sorella Maria sedeva tranquilla ad ascoltare il Maestro. M. protestò presso Gesù, ma Gesù le rispose: «M., M., tu ti affanni e t'inquieti di molte cose; c'è bisogno di poche, anzi di una sola. Maria ha scelto la parte migliore che non le sarà tolta». Con queste parole Gesù non condannava la vita attiva, ma ne moderava gli eccessi, anteponendole la vita contemplativa.

M. fu testimone della resurrezione di Lazzaro (Io. 11, 20-40) a Bethania. Al dolce lamento di M. («Se fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto»),

Gesù rispose: «Io sono la resurrezione e la vita...». M. avvertì la sorella. In occasione del banchetto di ringraziamento offerto a Gesù, che aveva risuscitato Lazzaro, M. presiedeva i servizi (Io. 12, 2).

Nel 1187 si credette di scoprire a Tarascona la tomba di s. M. Nacque la leggenda che M. vi fosse giunta dalla Palestina con il fratello e la sorella e vi avesse ucciso un mostro. In un discorso attribuito a torto a s. Ambrogio si identificò M. con l’emorrosia del Vangelo (PL 17, 698). Nel Martirologio Romano è commemorata al 29 luglio. È patronale della casalinghe e degli ospizi. Si raffigura con il mazzo di chiavi o con arnesi di cucina; talora con accanto un dragone, o l’acquasantiere.

Bibl.: H. Lesêtre, Marthe in DB, IV, col. 82s sg.; L. Duchesne, Fastes épisc. de l’anc. Gaule, I, 2ª ed., Parigi 1907, pp. 321-59. Pietro De Ambroggi