Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Patrologia Padri, scrittori ecclesiastici sino a tutto il sec. VIII, opere anonime

MARTINO DI BRAGA, SANTO

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MARTINO di BRAGA, santo. - Vissuto fra il 515 e il 580 ca., oriundo della Pannonia e monaco in Palestina. Passato nella Galizia, fondò un monastero a Dumio e poi fu primo vescovo di questa città, diventata sede diocesana nel 557, e più tardi metropolitana di Braga prima del 572.

Per la sua attività letteraria M. è il vincolo fra l'Oriente e l'Occidente. Frutto della sua formazione ellenistica, ormai poco frequente in quell'epoca e da lui acquistata in Palestina, è la versione di 109 (110) sentenze dei Padri d'Egitto (Aegyptiorum Patrum sententiae). Similmente un monaco di Dumio, Pascasio, tradusse sotto la direzione di M. un'altra antologia più sistematica in 44 capp. sotto il titolo di Verba seniorum o Interrogaciones et responsiones Aegyptiorum Patrum.

M. può essere considerato come il primo studioso spagnolo di Seneca. Quasi tutte le opere di M. sono in gran parte un musico di sentenze del filosofo che però non viene nominato. Qualche volta i nomi di Seneca e di M. sono stati confusi nella tradizione dei manoscritti.

Le tre opere principali di M. sono: Formula vitae honestae, scritta dietro istanze del re Miro (570-83), che è un compendio di etica naturale basato sulle 4 virtù cardinali di Platone: prudentia, magnanimitas (fortitudo), continentia (temperantia), iustitia, e dedicato ai laici. Secondo la tesi del Bickel, seguita da tutti, in quest'opera si conserva la sostanza dello scritto non più conservato di Seneca: De officiis. Il De ira, dedicato a Witimiro, vescovo di Orense, è un estratto dell'omonima opera di Seneca. Il suo contenuto viene espresso così: « De fugienda ira, saltem, si id non eveniat, de lenienda disserui ». I tre scritti: Pro repellenda iactantia, De superbia e Exhortatio humilitatis formano un insieme di contenuto prettamente cristiano ispirato alle sentenze della Scrittura e sotto l'influsso della Iustitutio coemborum di Cassiano. Di genere liturgico e canonico sono: Capitula Martini, antologia di canoni di concili africani, orientali e spagnoli; Epistula ad Bonifacium episcopum de trium mersione, interessante per la storia della liturgia battesimale nella Spagna; forse anche la rifusione del trattato De pascha, di incerta origine, intorno al modo di stabilire la data pasquale. Molto caratteristico è un altro opuscolo, scritto dietro preghiera di Polemio, vescovo di Astorga, come predica propria per le visite pastorali dei vescovi secondo le prescrizioni del II Concilio di Braga (572). De correzione rusticorum, in cui si combattono le superstizioni e resti del paganesimo nelle campagne e si condannano i nomi pagani dei giorni della settimana, correzione mantenuta tutt'oggi nella lingua portoghese. M. compose, benché tardivamente e non tanto egregiamente, anche alcuni scritti poetici: In refectorio, In basilica e un Epitaphium per il proprio sepolcro.

Bibliografia10 opere
BIBL.: Ed. Flores, España Sagrada, XV, Madrid 1760, pp. 385-449; PL. 72, 21-32; 73, 1024-62; 74, 381-94; C. P. Caspari, M. von B. Schrift De correctione rusticorum, Cristiania 1883; R. Peipers, in MGH, Aust. antiq., VI, II, pp. 194-96; E. Bickel, Die Schrift de M. von B. « Formula vitae humanae », in Rheinisches Museum, 60 (1905), p. 521 sgg.; Manitius, I, pp. 109-13; Schanz, IV, pp. 623-27; J. Madoz, Una nuova recensión del « De correctione rusticorum » de M. de B., in Estudios eclesiast., 19 (1945), pp. 335-53.

Giuseppe Madoz

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 220–221.

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Madoz, Giuseppe. “Martino di Braga, santo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 220–221. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/martino-di-braga-santo.

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Madoz, Giuseppe. “Martino di Braga, santo.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 220–221. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/martino-di-braga-santo.

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