MARTINO DI BRAGA, SANTO

MARTINO di Braga, santo. - Vissuto fra il 515 e il 580 ca., oriundo della Pannonia e monaco in Palestina. Passato nella Galizia, fondò un monastero a Dumio e poi fu primo vescovo di questa città, diventata sede diocesana nel 557, e più tardi metropolitana di Braga prima del 572.

Per la sua attività letteraria M. è il vincolo fra l'Oriente e l'Occidente. Frutto della sua formazione ellenistica, ormai poco frequente in quell'epoca e da lui acquistata in Palestina, è la versione di 109 (110) sentenze dei Padri d'Egitto (Aegyptiorum Patrum sententiae). Similmente un monaco di Dumio, Pascasio, tradusse sotto la direzione di M. un'altra antologia più sistematica in 44 capp. sotto il titolo di Verba seniorum o Interrogationes et responsiones Aegyptiorum Patrum.

M. può essere considerato come il primo studioso spagnolo di Seneca. Quasi tutte le opere di M. sono in gran parte un museico di sentenze del filosofo che però non viene nominato. Qualche volta i nomi di Seneca e di M. sono stati confusi nella tradizione dei manoscritti.

Le tre opere principali di M. sono: Formula vitae honestae, scritta dietro istanze del re Miro (570-83), che è un compendio di etica naturale basato sulle 4 virtù cardinali di Platone: prudentia, magnanimitas (fortitudo), continentia (temperantia), iustitia, e dedicato ai laici. Secondo la tesi del Bickel, seguita da tutti, in quest'opera si conserva la sostanza dello scritto non più conservato di Seneca: De officiis. Il De ira, dedicato a Witimiro, ve- scovo di Orense, è un estratto dell'omonima opera di Se- neca. Il suo contenuto viene espresso così: «De fugienda ira, saltem, si id non eveniat, de lenienda disserui». I tre scrit- ti: Pro repellenda iactantia, De superbia e Exhortatio humili- latis formano un in- sieme di contenuto prettamente cristia- no ispirato alle sen- tenze della Scrittu- ra e sotto l'infusso della Institutio coe- nobiorum di Cassia- no. Di genere litur- gico e canonico sono: Capitula Martini, an- tologia di canoni di concili africani, orientali e spagnoli; Epistula ad Bonifa- cium episcopum de trina mersione, inter- ressante per la storia della liturgia batte- simale nella Spagna; forse anche la rifusio- ne del trattato De pasc

Article illustration

ha, di incerta origine, intorno al modo di stabilire la data pasquale. Molto caratteristico è un altro opuscolo, scritto dietro preghiera di Polemio, vescovo di Astorga, come predica propria per le visite pastorali dei vescovi sc- condo le prescrizioni del II Concilio di Braga (572), De correctione rusticorum, in cui si combattono le super- stizioni e i resti del paganesimo nelle campagne e si con- dannano i nomi pagani dei giorni della settimana, corre- zione mantenuta tutt'oggi nella lingua portoghese. M. compose, benché tardivamente e non tanto egregiamente, anche alcuni scritti poetici: In refectorio, In basilica e un Epitaphium per il proprio sepolcro.

BIBL.: Ed. Florez, España Sagrada. XV, Madrid 1769, pp. 383-449; PL 72, 21-52; 73, 1025-62; 74, 381-94; C. P. Ca- spari, M. von B. Schrift De correctione rusticorum, Cristiania 1883; R. Peipers, in MGH. Auct. antiqu., VI, 11, pp. 194-96; E. Bickel, Die Schrift de M. von B. 's Formula vitae humanae', in Mettinenses Museum, 60 (1905), p. 521 sqq.; Manitius, I, pp. 109-13; Schanz, IV, pp. 623-27; J. Madoz, Una nueva recensión del «De correctione rusticorum» de M. de B., in Estudios eclesiást., 19 (1945), pp. 335-53.