MASSENZIO, GIOVANNI

MASSENZIO, GIOVANNI. - Tra i monaci antimonofisiti di Tomi (provincia della Scizia) che apparivano nel 519 a Roma e Costantinopoli, difendendo la formola teopaschita «Unus ex Trinitate passus est» e chiedendo la condanna di Fausto di Reji come pelagiano, si trovò un certo Giovanni con il cognome M.

Questi consegnò ai legati di papa Ormisda, arrivati nel 519 a Costantinopoli per una conciliazione nella questione dello scisma acaciano, una Epistola ad legatos Sedis Apostolicae (PG 86, 75-86). Dopo l'insuccesso di questa azione e di un intervento personale a Roma, i monaci si rivolsero con più fortuna ai vescovi africani, esiliati in Sicilia, con l'Epistola de Incarnatione et Gratia (PL 62, 83-92), opera non di M. ma di Pietro Diacono. Il Papa si lamentò nel 520, in una epistola, della condotta di questi monaci, dichiarando che non Fausto ma Agostino era il maestro della Grazia. A tale lettera M. rispose con una acerba Responsio (PG 86, 93-112). M. è autore di un dialogo Contra nestorianos (PG 86, 1, 115-58); era uno studioso che conosceva ugualmente bene la teologia orientale ed occidentale. Si vede in lui l'ispiratore dei cann. 1-8 del Sinodo di Orange (529).

BIBL.: R. Altaner, Der griechische Theologe Leontios, in Theol. Quartalschrift, 128 (1947), p. 147 sg.; sui monaci sciti in genere V. V. Schurr, Die Trinitätlehre des Boethius, Paderborn 1935, p. 127 sg.; R. Devreesse, Essai sur Théodore de Mopsuetsis, Città del Vaticano 1948, p. 176 sg. Sull'influenza sui canoni di Orange V. D. M. Cappuyns, L'origine des « Capitula » d'Oranges, in Recherches de théologie ancienne et médiévale, 6 (1934), pp. 121 sg. Erik Peterson
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“MASSENZIO, GIOVANNI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 200. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/massenzio-giovanni.