MERCURIO. - Antica divinità romana, che figura nelle prime liste dei dodici dèi. Il nome stesso di Mercurius (da merv, mercari) dà chiara ragione dell’originaria figura del dio - quale protettore del commercio - il cui culto ebbe impulso, oltre che dalle relazioni di Roma con Cuma e la Sicilia, sopratutto quando entrò in Roma l’“Ερμηνες ἐμπολιάνος, ERMOGENE (v.) protettore dei mercanti, del quale assimilò anche le altre qualità.
M. era venerato specialmente dai mercanti, i quali ne celebravano la festa il 15 maggio (feriae Iovi Mercurio Maiae), in cui cadeva la ricorrenza della dedica del suo tempio, eretto nel 495 a. C. nei pressi del Circo Massimo. Nello stesso anno della dedicazione, secondo la tradizione (Livio, V, 13, 6), fu organizzata l’annona pubblica e si istituì una corporazione speciale (collegia, che si diffusero poi largamente in Italia e fuori) di mercanti, detti ora mercatores, ora mercurales, aventi la loro sede nel po- moerium. Costoro, alle idi di maggio, usavano aspergerei con ramsocelli di lauro bagnato nel fons Mercurii, presso Porta Capena (non lontano dal tempio) pregando il dio che li «lavasse» dalle menzogne dette negli adiacenti fiori, nell’esercizio del loro mestiere (Ovidio, Fasti, V, 670 sgg.). L’effige di M. la si trova per la prima volta sullo ass grave della metà del IV sec., anche qui evidente imita- zione del Hermes greco: volto giovane e imberbe, petaso munito di due piccole ali.
L’Altheim ritiene invece che il nome Mercurius sia stato originariamente il nome di una gens Mercuria della quale Hermes sarebbe stato in Etruria il dio gentilizio, e che quindi tanto M. quanto il dio greco siano stati poi dagli Etruschi stessi introdotti in Roma.
Cesare D’Onofrio