MERRY DEL VAL, RAFAEL

MERRY DEL VAL, RAFAEL. - Cardinale di famiglia spagnola, n. a Londra il 10 ott. 1865, m. a Roma il 26 febbr. 1930. Compi i primi studi in Inghilterra e nel Belgio; a diciotto anni, avendo deciso di abbracciare lo stato ecclesiastico, entrò nel Collegio di Ushaw (Inghilterra) per trasferirsi poi nel 1885 a Roma presso il Pontificio Collegio Scozzese, ma Leone XIII decise invece che egli entrasse nella Pontificia Accademia dei nobili ecclesiastici, dove fu ordinato il 30 dic. 1888.

Prima ancora dell'ordinazione il Pontefice lo aggregò a tre diverse missioni speciali alle corti di Londra, Berlino e Vienna, così che fu insignito del titolo di monsignore mentre era appena suddiacono. Il 1 genn. 1892 Leone XIII lo chiamava al suo fianco come cameriere segreto partecipante, per inviarlo poi - trentaduenne e non ancora vescovo - delegato apostolico straordinario al Canadà. Il tatto con cui il giovanissimo prelato assolse la difficile missione gli valse, dopo il ritorno, la consacrazione ad arcivescovo titolare di Nicea e la nomina a presidente dell'Accademia dei nobili ecclesiastici (1900).

Segretario del Conclave donde uscì Pio X, questi gli conferì subito le mansioni di pro-segretario di Stato, e poche settimane più tardi (9 nov.) lo innalzava come «prima creatura» alla sacra porpora e ne faceva il suo di-

retto collaboratore. Il M. del V. fu così, per tutta la durata del pontificato di papa Sarto, il suo segretario di Stato, legando il proprio nome alla complessa attività religiosa e politica del Pontefice di Riese. Gli undici anni nei quali il M. del V., confortato dalla più affettuosa confidenza di Pio X, alla quale egli corrispose con filiale devozione, resse il più importante ufficio della Curia romana, sono legati del pari alla biografia del cardinale e alla storia della Chiesa. Interprete fedelissimo della volontà papale, egli condusse la dura lotta contro il modernismo sino alla sua vittoriosa conclusione; impresse il massimo impulso all'Azione cattolica e attuò una radicale riforma dei dicasteri della Sede Apostolica.

Nel campo più strettamente politico, attenuò progressivamente l'intransigenza di Leone XIII e del card. Rampolla nei confronti dello Stato italiano, giungendo sino all'abolizione, se non altro di fatto, del non expedito, così da aprire ai cattolici l'ingresso in Parlamento attraverso il cosiddetto Patto Gentiloni. Fu anche merito della sua consumata abilità diplomatica il riavvicinamento del Vaticano con la maggior parte delle Potenze, e il 24 giugno 1914 pervenne a stipulare un concordato con la Serbia.

Ad una aperta rottura giunse invece con la Francia, in seguito alla visita del presidente Loubet al Quirinale, effettuata nonostante il divieto pontificio alla venuta di capi di Stato cattolici a Roma. Ne seguì la denunzia del Concordato e la completa separazione tra la Chiesa e lo Stato francese, aggravata da una violenta persecuzione anticattolica. Alla gravissima situazione il M. del V. fece fronte con risoluta energia - per quanto ciò significasse il completo abbandono della politica filofrancese del suo predecessore - ed ottenne che il 25 febbr. 1906 Pio X consacrasse di propria mano in S. Pietro i primi quattordici vescovi francesi eletti dopo la separazione. Parallelamente alle mansioni di segretario di Stato, ricoprì con pari zelo altri importantissimi uffici, tra cui quelli di amministratore dei beni della S. Sede, di prefetto dei S. Palazzi Apostolici e di arciprete della Basilica Vaticana.

Nel Conclave del 1914 molti porporati raccolsero i loro suffragi sul suo nome, ma venne eletto il card. Della Chiesa, già suo collaboratore alla Segreteria di Stato, e il nuovo pontefice, Benedetto XV, gli conferì la dignità di segretario del S. Ufficio, il che, se valse (come era naturale) a ridurre la sua influenza nel campo politico, gli assicurò, una funzione preminente nel governo della Chiesa. Alla ribalta politica tornò comunque nel 1926, quando, legato di Pio XI alle feste del centenario francescano di Assisi, vi scambiò con il ministro italiano alla Pubblica istruzione Pietro Fedele, che rappresentava il governo, significativi discorsi, che apparvero, quali effettivamente erano, il preludio della prossima conciliazione.

Si deve ricordare anche la sua profonda pietà e il ministero sacerdotale fedelmente perseguito anche nel decennio della sua massima autorità; si occupò in modo particolare di un'associazione cattolica giovanile di Trastevere, alla quale dedicò, senza alcuna interruzione, alcune ore pome-

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(fot. Felici) MERRY DEL VAL, RAFAEL - Ritratto.
ridiane per lo spazio di oltre venticinque anni. Mori quasi repentinamente; la sua salma riposa nelle Grotte Vaticane.

BIBL.: P. Cenci, Il card. R. M. del V., con pref. del card. E. Pacelli (poi Pio XII), Roma 1933; A. C. Jemolo, Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni, Torino 1948, pp. 483-562, Renzo U. Montini
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“MERRY DEL VAL, RAFAEL.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 448. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/merry-del-val-rafael.