MICURIN, IVAN VLADIMIROVIC. - Biologo sovietico, n. il 27 ott. 1855, m. il 7 giugno 1936, autore di una dottrina dell'ereditarietà, ulteriormente elaborata dopo la sua morte da T. D. Lysenko, la quale, in consapevole e acuto contrasto con la dottrina classica dell'ereditarietà di G. Mendel-T. H. Morgan, nega l'esistenza dei *geni* quali portatori delle caratteristiche ereditarie degli organismi e afferma l'ereditarietà delle caratteristiche acquistate dall'individuo durante la vita.
In tal modo viene attribuita all'uomo, in linea di principio, la capacità di modificare a suo piacimento anche la natura vivente. Poiché questa corrisponde perfetta-
mente al sistema del materialismo dialettico, il «mi-
curinismo» trovò la più attiva protezione da parte del
Partito. Allo scopo di eliminare l'opposizione, forte anche
fra i dotti sovietici, venne indetta dal 31 luglio fino al
7 ag. 1948, a Mosca una grandiosa riunione dell'Acca-
demia Lenin per le scienze agrarie, nella quale Lysenko
tenne una conferenza, evidentemente letta e approvata
in precedenza dal Comitato centrale del Partito, Sulla
situazione delle scienze biologiche, dopo la quale ogni ul-
teriore opposizione divenne impossibile. Il prof. Zebrak,
uno dei principali rappresentanti della genetica classica
nell'URSS, rese, in una lettera alla Pravda (15 ag. 1948),
la seguente dichiarazione: «Dopo essermi convinto che
le tesi fondamentali della scuola di M., nella genetica
sovietica, sono state approvate dal Comitato centrale del
Partito dei KPDUS, in qualità di membro del Partito
non ritengo più possibile di permanere in punti di vista
dichiarati erronei dal Comitato centrale del nostro Par-
tito».