MIRACOLI EUCARISTICI

MIRACOLI EUCARISTICI. - L'Eucaristia, pur implicando la Transustanziazione, la presenza per modum substantiae del Corpo e del Sangue di Gesù ACCIDENTE (v.) senza soggetto d'«insione», non è un miracolo nel senso stretto, poiché tutto in essa si realizza al di fuori dell'esperienza sensibile; l'Eucaristia pertanto è un mistero, non un miracolo. Quale volta, tuttavia, si sono verificati fatti sensibili e straordinari nelle Specie consacrate o in rapporto ad esse, p. es., il cambiamento dell'Ostia in carne viva o del vino in sangue, la conservazione delle Specie per lungo tempo, la guarigione istantanea di qualche infermo. Questi fatti sono propriamente i m. e., di cui è costellata la storia della pietà cristiana.

Fin dall'epoca patristica furono riferiti, da uomini eminenti, fatti straordinari in relazione con l'Eucaristia; prodigi di vario genere (s. Cipriano, De Lapsis, 25-26; PL 4, 499-501), guarigioni (s. Gregorio Nazianzeno, Adv. Iulianum, 2, 1; PG 35, 666; s. Agostino, Ep., 98, 4; PL 33, 361), protezione divina (s. Ambrogio, De excessu fratris Satyri, 1, 46; PL 16, 132; s. Gregorio Magno, Dialog., 3, 36; PL 77, 304), punizione dei sacrilegi (Ottato di Milevi, De schismate Donatistarum, 2, 19; PL 11, 972), difesa della dottrina cattolica e condanna dell'eresia (Giovanni Mosco, De prato spirituali, 29, 79, in P. Pourrat, La spiritualité chrétienne, I, Parigi 1931, p. 445). A Paray-le-Monial esiste una grande carta geografica, ove sono indicati 132 luoghi, nei quali si sono verificati m. e. e l'elenco crescerebbe molto se si volessero aggiungere tutti i fatti consimili, di cui sono piene le cronache religiose.

Già s. Tommaso si era proposto il problema «utrum quando in hoc Sacramento miraculose apparet caro vel puer, sit ibi vere corpus Christi» (Sum. Theol., 3ª, q. 76, a. 8); è noto che la sua soluzione, finemente circostanziata, riguarda il modo, non il fatto, poiché il m. e. rientra, quanto alla possibilità e al valore probativo, nell'economia generale di quei fatti straordinari, che sono alla base della fede cristiana.

Il m. e., particolarmente volto a confermare la fede nel mistero della reale presenza, è pertanto fuori discussione quanto alla sua possibilità e alla sua efficacia probativa, ma è soggetto a tutte le cauzioni, che una sana critica storica impone.

I m. e., secondo i vari fenomeni, vengono così classificati: a) Ostie sanguinanti: Lanciano (sec. VIII), Ferrara (1171), Alatri (1228), Firenze (1230), Bolsena (1263), Offida (1273), Berlino (1510), ecc.; b) Ostie miracolosamente conservate: Morrovalle (1562), Favermay (1618), Siena (1730), ecc.; c) apparizione luminosa di Ostie consacrate: Torino (1453), Paterno presso Napoli (1772), ecc.; d) apparizione di Gesù nell'Ostia: Braine (1133), Ulmes nella diocesi di Angers (1668), ecc.; e) punizione dei profanatori dell'Eucaristia: Lovanio-Bruxelles (1369), Volterra (1471), Boston (1834), ecc.; f) guarigioni prodotti gioie: Parigi (1725), Lourdes, Loreto, Fatima. Di questi m. e. sono particolarmente documentati quelli avvenuti a Torino, a Siena, a Favermay, soprattutto quelli che si verificano a Lourdes. Sul celebre miracolo di Bolsena (S. Corporale di Orvieto) si veda lo studio di A. Lazzarini (

V. ORVIETO)

Vedi tav. LXX.

BIBL.: in generale: P. Laurenti, Le meraviglie del S.ma Scaramonte, 2ª ed., Torino 1883; J. Corblet, Histoire du Sacrement de l'Eucharistie, I, Parigi 1885, pp. 447-515; E. Couet, Miracles eucharistiques du St Sacrement, Turcoing 1898; P. Mariotti, Le meraviglie dell'Eucaristia, 3ª ed., Torino 1919; A. Severi, Italia eucaristica, Perugia 1926; L. Birot, Apologétique de l'Eucharistie: les miracles eucharistiques, in M. Brillant, Eucharisitica, Parigi 1934, pp. 709-717; A. Pasini, L'Eucaristia in Italia, Faenza 1935 (interessante l'appendice: Ricordi eucaristici forlivesi); C. Sauvé, L'Eucaristia intima, 4ª ed., trad. II. di G. S. Nicolai, Milano 1950, pp. 337-57 (tutte queste opere difettano di critica).

In particolare: J. Corblet, Histoire du Sacrement de l'Eucharistie, II, Parigi 1886, pp. 559-58 (sono segnalate numerose opere latine, italiane, francesi, inglesi, tedesche sopra i vari m. e., ma possono servire soltanto come punto di partenza); anon., Monografia storica dell'Ostia incarnata, ovvero il miracolo eucaristico avvenuto in Altari, Alatri 1896; B. Altaner, Venturino von Bergamo, Brevalia 1911 (parla del miracolo della b. Imelda); A. Ruelli, De sacris particulis ab anno 1730 in Senensi basilica S. Francisci incorrupte servatis, Siena 1917 (lavoro ben condotto); A. Morini, La religiosa del «Corpus Christi» di Cascia, Firenze 1930; E. Allodoli, Il m. e. del 1230 a Firenze, in Mistero di Fede (numero unico del 2º congresso eucaristico fiorentino), 1937, pp. 31-33; P. Browe, Die eucharistischen Wunder des Mittelalters, Breslavia 1938 (il miglior lavoro sull'argomento, però non tratta ex professo del miracolo di Bolsena); E. Piroff, L'Hostie savée des flammes, Parigi 1950 (attendibile monografia sul miracolo di Favermay); A. Lazzarini, Documenti dei sec. XIII e XIV sul Miracolo di Bolsena, Roma 1951. Antonio Piolanti