MOGHILA, PIETRO

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**MOGHILA, PIETRO. - Metropolita di Kiev dal 1633 al 1646. Celebre come autore di una Confessione ortodossa. N. il 21 dic. 1596 (secondo il vecchio stile) in Moldavia da famiglia nobile romena (Movilă). Studiò in Moldavia e poi nella scuola della confraternita di Leopoli (ostile alla unione di Brest, 1595), forse anche all'estero. Nel 1627 entrò nel celebre monastero delle Grotte a Kiev, di cui divenne, nello stesso anno, archimandrita e vi fondò, nel 1631, una scuola eretta in accademia nel 1633, sulla della posteriore (1701) Accademia ecclesiastica di Kiev. M. il 22 dic. 1646.**

Il M. svolse una attività infaticabile di pastore - non era teologo speculativo - in Polonia nella prima metà del sec. XVII, per rafforzare la Chiesa greco-russa in lotta contro i protestanti e contro i cattolici sia latini che bizantini. Trattative sull'Unione con papa Urbano VIII (tra il 1636 e il 1643) non ebbero successo. Come mezzi di attività pastorale adoperò le influenti confraternite, le scuole, le tipografie - specie quella del monastero delle Grotte -

gli ospedali, le chiese. Lottò contro gli abusi e pubblicò un gran numero di scritti liturgici e religiosi.

Gli scritti principali sono: Il grande catechismo (la cosiddetta «Confessione di fede di P. M. »). Fu ideato per neutralizzare l’influsso protestantico della Confessione del patriarca di Costantinopoli Cirillo Lukaris. Redatto dapprima in lingua volgare e in latino (una copia dell’autografo latino si trova nel cod. Parisinus 1265, pubblicata da Malvy e Viller), fu sottoposto a un Sinodo di Kiev, convocato da M. nel 1640. Esistendo divergenze su alcuni punti (ad es., sullo stato delle anime dopo la morte, sulla forma dell’Eucaristia), l’opera fu, per ottenere l’approvazione del patriarca di Costantinopoli, esaminata in un convegno di 5 teologi (3 di Kiev, 2 greci; e tra quest’ultimi Melczio Syrigos), tenuto nel 1642 a Iassy. Dopo aver fatto alcune correzioni nel testo latino, il Syrigos lo tradusse in greco volgare e lo sottomise all’approvazione del patriarca di Costantinopoli, data dal suo Sinodo (1643) e confermata con le firme degli altri 3 patriarchi orientali. L’opera fu stampata, e solo in greco, per la prima volta nel 1667 ad Amsterdam. Più tardi seguirono numerose edizioni e traduzioni in parecchie lingue. Però la Confessione così divulgata in più punti non corrispondeva alla dottrina dell’autore. Onde il M. pubblico (monastero delle Grotte, Kiev 1645) il suo piccolo catechismo come riassunto del grande con titolo assai lungo: Piccola raccolta della dottrina, ecc. Ebbe edizioni in polacco, ucraino e slavo. Sulle divergenze due catechismi trattano Malvy e Viller (pp. cxiv-cxxx). Trebnik ovvero Euchologio (rituale), con il quale ha esercitato notevole influenza sulla Chiesa russa che lo adottò nel 1757. M. introdusse parecchie nuove rubriche nel Messale e Rituale, in contrasto con le tesi dei polemisti greci anticattolici. Come risposta all’opera polemica del teologo unito Cassiano Sakowicz, “Επανόρθωσις ονειροι”, ecc. (Cracovia 1642), egli pubblicò o fece pubblicare, sotto il nome di Εύσεβής ποιμήν («Pio pastore») il Αθως ovvero Pietra lanciata, ecc. (monastero delle Grotte, Kiev 1644). M. concede l’esistenza di abusi, ma li attribuisce alle persecuzioni cui la sua Chiesa è sottoposta, e difende strenuamente il Rituale bizantino, parlando pure delle questioni controverse tra cattolici ed orientali dissidenti.

La scuola teologica di M. diveniva centro della teologia greco-russa ed era frequentata da Russi, Greci, Romeni, Serbi, Bulgari. Vi si insegnava in latino, secondo s. Tommaso e il metodo scolastico. Prescindendo dal primato del papa, le dottrine ivi insegnate erano latino-zanti (concordavano con la dottrina cattolica sul purgatorio, sull’Immacolata Concezione di Maria, sulle parole di Cristo come forma dell’Eucaristia, ecc.). Malvy e Viller pensano (op. cit. in bibl., p. xvii) che anche la dottrina della Confessione di M. (parte 1ª, questione 71) sulla pro-cessione dello Spirito Santo dal Padre solo («sicut a fonte et principio Divinitatis») sia suscettibile di un’interpretazione cattolica. Ciò che sembra vero del tenore del paroletario, però non tanto del contesto. Nel Trebnik M. riconosce, tra l’altro, la validità del Battesimo di infusione, rigetta la riconfermazione degli Apostoli, insegna come i cattolici sulla penitenza, sulla soddisfazione e la penitenza temporale dovuta al peccato perdonato.

Bibl.: l’opera principale russa sul M. è: S. Golubev, Il metropolità di Kiev Pietro M. e i suoi compagni d’armi, 2 voll., Kiev 1883-98; il Golubev risponde alle obiezioni mosse all’occasione del vol. I nella rivista teologica dell’Accademia ecc. di Kiev, Trudy (Lavori), 1 (1884), pp. 416-84; La Confession ordo- dote de Pierre M. métropolitte di Kiev (1633-46) approuvée par les patriarches grecs du XVII° siècle. Texte latin inédit, publié avec introduction et notes critiques par A. Malvy e M. Viller (Orientalia christiana, 10, 39), Roma-Parigi 1927; M. Jugie, s. V. in DTHC, X, coll. 2063-81; T. Ionesco, La vie et l’œuvre de Pierre M. métropolitte di Kiev, Parigi 1944.