MOLINOS, MIGUEL DE

MOLINOS, MIGUEL de. - Quietista, n. a Mu-
niesa (Spagna) il 29 giugno 1628, m. a Roma il

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Innocenzo XI (20 nov. 1687) condannava come eretico formale il M. stesso.
(da Piero Maciattelli, Studi sensi, Siena 1931, tav. tra pp. 282 e 283) MOLINOS, MIGUEL de - Ritratto di M. M., disegno acquarcellato di Lodovico Sergardi (1687) - Siena, Palazzo Sergardi.
M. pubblicò Guía espiritual que desembaraza al alma y la conduce por el interior camino para alcanzar la perfecta contemplación y el rico tesoro de la interior paz, (Roma 1675); Breve tratado de la comunión cotidiana, (ivi 1675); Cartas escritas a un caballero español desengañado para animarle a tener oración mental dandole modo para ejercitarla (ivi 1676).

Le teorie mistiche del M. condannate, rappresentano la formulazione più precisa e cosciente del movimento quietista (v. QUIETISMO): le sfumature del suo misticismo sono sottilissime, le espressioni sono della più squisita ed evanescente psicologia letteraria: questo spiega l'infatuazione che si ebbe a Roma del M. prima del suo imprigionamento, ma chi vada al di sotto di una lettura superficiale trova una lucida e tagliente sottostruttura teologica. Il M. sosteneva che il volere operare attivamente è un'offesa a Dio e che bisogna invece abbandonarsi a lui e rimanere indi come corpo morto; che l'attività naturale è nemica della Grazia ed impedisce la vera perfezione; che senza operare l'anima si annichila, tornando così al suo principio che è Dio e divinizzandosi così che Dio e l'anima non sono più due esseri uniti ma uno soltanto; che nella contemplazione ogni riflessione è nociva anche se diretta sulle proprie azioni e sui propri difetti; che chi ha donato a Dio il libero arbitrio non deve più aver cura della propria perfezione, né della virtù, né della propria santità, né della propria salvezza, e non deve preoccuparsi delle tentazioni; non deve far loro nessun atto di resistenza se non negativo, e se la natura si muove, la si lasci muovere perché è natura (talora gli atti carnali sono compiuti direttamente dal demonio senza il consenso); che nella contemplazione acquisita non si possono commettere più peccati.

La condanna del S. Uffizio verteva anche sulla vita pratica del M.; non è dato conoscere fino a qual punto e quanto si macchiasse, con la giustificazione della contemplazione, di colpe carnali; le testimonianze contemporanee accusano il M. di varie turpitudini. Quanto all'importanza del M. nel quadro della storia del quietismo italiano bisogna andar cauti: l'affare M. è stato certo il più clamoroso, ma non è stato né l'unico né il primo, perché il quietismo in Italia era già florido prima della venuta del M.

BIBL.: P. Dudon, M. M., Parigi 1921 (con la bibl. precedente); J. Entrambasagusa, M. M., Madrid s. a.; M. Petrocchi, Il quietismo italiano del Seicento, Roma 1948, passim (con altra bibl.); F. Nicolini, Su M. M., P. M. Petrocchi e altri quietisti segnatamente napoletani, estratto da Boll. dell'Arch. stor. del Banco di Napoli, 1ª puntata, Napoli 1951, pp. 9-122. Massimo Petrocchi
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“MOLINOS, MIGUEL DE.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 740. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/molinos-miguel-de.