MONADE. - Il termine dal greco μονάς (« unità ») è usato già da Pitagora e dai suoi discepoli che, con la teoria del numero come essenza delle cose, facevano della m. l'elemento ultimo della realtà (Filolao: ἡ μὲν μονάς ὡς ἂν ἀρχὴ οὖσα πάντων: ed. H. Diels, Vorsokrat., 32 B 8). In seguito è stato sovente usato per indicare o la particella indivisibile delle cose, come sinonimo del termine più comune atomo, o il principio di unità, come le idee di Platone e Dio.

MONACO E FRISINGA, ARCIDIOCESI di - Il card. M. Faulhaber impartisce la benedizione con il S.mo Sacramento, durante la processione del Corpus Domini (1951), dall'alto della « Maxburg », già Ministero di Stato, presso il Pacelliplatz - Monaco.
Tuttavia il termine va principalmente Leibniz (v.). Nel sistema leibniziano le m. sono sostanze inestese, semplici, spirituali, dotate di percezione e di appetizione, chiuse in sé « senza porte né finestre », collegate tra loro per l'armonia prestabilita, rappresentanti ciascuna come in uno specchio vivente l'universo intero, e disposte in gradazione continua dalle infime, costituenti i corpi, attraverso l'anima e la mente, fino a Dio, la m. primitiva.