MONTAGNANI, PIETRO. - Filosofo neoscolastico, n. a Tredozio (diocesi di Modigliana) il 28 ag. 1843, m. nella certosa di Trisulti (Roma) l'8 giugno 1902. Formatosi alle idee rosminiane e in rapporto con vari filosofi del tempo, al momento della restaurazione del tomismo sotto Leone XIII (1879), dopo serie indagini personali, divenne un fervido asseritore della filosofia scolastica.
Scrisse: Rosmini, s. Tommaso e la logica (Bologna 1890); Tomisti e neotomisti (Roma 1891); Scolastica ed estetica (Parma 1891); Il sistema della verità sconfessato dalla verità (Milano 1892) e altri numerosi opuscoli. Collaborò assiduamente ai periodici La scuola cattolica, La scienza italiana, La sveglia delle Romagne, La favilla.
Dopo anni di insegnamento a Siena, a Rocca S. Cassiano e nel Seminario di Modigliana, fu chiamato a Cesena e nominato vicario generale della diocesi da mons. Vespignani, distinto cultore della filosofia scolastica, che del M. era un sincero ammiratore. A Cesena collaborò alle migliori lettere pastorali del Vespignani (Il libero pensiero, Il socialismo), che sono veri trattati, e si tenne in relazione con Ausonio Franchi (Cristoforo Bonavino), alla cui conversione ebbe parte rilevante (cf. lettere di M. ed A. Franchi, in Civ. Catt., 1896, V. pp. 431-39). Difficoltà e incomprensioni indussero il M. a ritirarsi nella certosa di Vedana (Belluno), dove professò con il nome di d. Roberto il 29 giugno 1894. Passò gli ultimi anni nello studio del grande teologo dell'Ordine, Dionigi il Certosino.