NOZIONI DIVINE

NOZIONI DIVINE. - Sono termini teologici che esprimono quelle note caratteristiche, da cui si possono riconoscere distintamente le singole Persone divine. Se ne sogliono enumerare cinque: innascibilità, paternità, filiazione, spirazione attiva, processione.

PROCESSIONE (v.) immanenti, secondo le due operazioni divine, l'intelletto e la violazione (pensiero e amore), da cui nascono quattro relazioni (v.), delle quali tre sono numericamente e realmente distinte e però costituiscono le tre Persone (Paternità = Padre; Filiazione = Figlio; Processione = Spirito Santo). Queste tre relazioni sussistenti sono anche proprietà strettamente personali; altre due proprietà, pur essendo personali, non costituiscono le persone, ma le caratterizzano; esse sono: la innascibilità, propria del Padre (che non deriva da nessuno) e la spirazione attiva, che compete al Padre a il Figlio in rapporto allo Spirito Santo, che da essi procede.

Le nozioni coincidono con le relazioni e le proprietà personali, che denotano le singole Persone distintamente. Pertanto mentre le tre relazioni-proprietà, paternità, filiazione e processione, sono anche nozioni, non è tale la spirazione attiva, perché comune a due Persone (Padre-Figlio). Inoltre l'innascibilità, pur non essendo relazione, è nozione, perché indica esclusivamente la Persona del Padre. In sostanza le nozioni servono a connotare inconfondibilmente le singole Persone della S.ma Trinità.

Insieme con le nozioni vanno ricordati gli atti nozionali, che sono due: generare e spirare (quattro, se i due verbi si considerano anche in senso passivo). « Generare » non è altro, in concreto, che la prima processione e però denota l'eterno atto intellettivo divino con rapporto ai due termini, Padre (pensante) Figlio (pensato). Analogamente « spirare » equivale alla seconda processione e

denota l'atto volitivo, che ha come principio il Padre e il Figlio insieme, come termine lo Spirito Santo. Alla base delle processioni e degli atti nazionali c'è l'attività immanente di Dio, pensiero e amore, che sono attribuiti essenziali e diventano nazionali se si riferiscono alle Persone; così il pensare è azione assoluta, identica con l'essenza divina, ma se si riferisce al principio pensante (Padre) e al termine pensato (Figlio), assume un carattere personale e quindi nozionale (pensare = generare l'idea: dal Padre al Figlio).

Similmente il volere è azione assoluta, identica con l'essenza divina, che diventa personale e nozionale in rapporto ai termini, che sono da una parte il Padre e il Figlio, dall'altra lo Spirito Santo (volere = spirare l'amore).

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BIBL.:** Sum. Theol., 1°, q. 32 e 41; L. Billot, De Deo uno et trino, 73 c.d., Roma 1926, tesi 15 e 37; J. van der Mersch, De Deo Uno et Trino, Bruges 1928, n. 785; P. Galtier, De S. Ma trinitate, Parigi 1923, nn. 328-30 e 243-55; A. Michel, Notions, in DTHC, XI, 1, coll. 802-805.