NUBIA. - Nella geografia storica medievale si intende con N. quella parte della valle del Nilo che è a sud della prima cateratta sin circa al parallelo di Sennâr. Durante i primi secoli dell'era cristiana tutta questa regione è stata occupata da popoli libici nomadi, che si sono stabiliti e fissati sul territorio, scacciandone i Romani, che ne avevano occupato una gran parte a sud della prima cateratta (chiamata Dodecaskoinos), e i Meroiti, il cui regno si stendeva a sud di tale parte, fin circa a Sennâr. Il primo di questi popoli libici che ebbe ad arrivare nella valle del Nilo fu quello dei Nobades che ne occupò la striscia fra la prima e la seconda cateratta circa, dove anche i Blemyr del deserto arabico avevano dominato per qualche tempo; poi sopraggiunsero i Macorites che si impossessarono della parte a sud della seconda cateratta sino alla regione di Napata. Si formarono così due territori che nel medioevo portarono, da tali popoli, i nomi di Nobatia e di Muqurrah. Più tardi i Macorites dominarono i Nobades e si costituì un solo regno con capitale a Dongola. Più a sud di questo ebbe a sorgere il regno di 'Alwah, con capitale a Sôba, sul Nilo Azzurro poco sotto la confluenza con il Nilo Bianco. Tutta la regione fu evangelizzata dalla metà del sec. VI, per opera dapprima di Teodoro vescovo di Philae e del Prete Giuliano, che predicarono principalmente nel territorio dei Nobades e dei Macorites, e poi da Longino che convertì il Regno di 'Alwah.
L'archeologia cristiana della N. è conosciuta in modo assai ineguale: il territorio dei Nobades fu sistematicamente esplorato da U. Monneret de Villard in modo che si ha notizia sicura di quasi tutti i monumenti cristiani che vi sorgevano, mentre per Muqurrah e 'Alwah lo stesso archeologo non poté compiere se non una esplorazione sommaria in modo che la nostra conoscenza ne è semplicemente sommaria.
Come in Egitto, i Nubiani utilizzarono alcuni degli antichi templi pagani per trasformarli in chiese: a Philae quelli di Eri-hems-nufer, di Imhotep, di Hathor e di Iside; a Bigeh utilizzando il cortile; quello di Dâbôd; quello settentrionale di Taifâ dove la trasformazione può essere datata intorno al 710; quello di Ramses II noto con il nome di Bêt al-Wâli a Kalâbâa e quello elevato sotto Augusto nello stesso luogo dove la chiesa fu installata nel pronao; quello di Dakka; quello di Ofedûnia (Maharraqah); quello di es-Sebâ'a dove la chiesa sta nel pronao, fatto che si osserva anche a quelli di Âmada e di Derr, mentre essa occupa la sala centrale nello speos scavato al tempo di Haremhab nella roccia di Abû Hôdah. Il più meridionale dei templi cristiani trasformati dai cristiani è quello di Akâa nel distretto di Serrê Garb, costruito da Ramses II.
La massima parte però delle chiese nubiane fu costruita ex novo. Tali costruzioni sono sempre in mattoni crudi (l'uso del mattone cotto è eccezionale): la pietra
è impiegata solo in piccole parti e solamente a Sitte Gasma e Sôba si trovano colonne in granito. Le coperture sono generalmente a volta a botte di tracciato ovoide, rare le crociere, ma invece abbondantissime le cupole. Pur con un materiale così povero i Nubiani hanno spiegata una grande abilità costruttiva. I tipi realizzati sono assai vari, molto più che non lo siano in Egitto, il che dimostra uno svolgimento indipendente delle due architetture e la mancanza di ogni interdipendenza dell'una dall'altra. I tipi planimetrici usati sono principalmente quelli della basilica a tre navate con volte della medesima altezza e una forma assai particolare di chiesa a cupola centrale. Le tre navate della basilica sono sempre separate da pilastri rettangolari e solo a Sitte Gasma e Sôba si trovano sicuramente colonne: mancano sistematicamente tanto l'atrio quanto il nartece. Gli ingressi sono moltissime volte sui fianchi lunghi e non sulla facciata. Alcune volte le tre navate giungono sino al muro della facciata, ma generalmente la parte estrema delle due navatelle è chiusa da un muro, costituendo due camere, di cui una può contenere una scala che porta al terrazzo sopra alle volte. L'abside non è mai sporgente e in vista, in modo che la fronte orientale della chiesa è formata da un muro piano. Il santuario presenta due strutture diverse: nel primo caso si ha un'abside semicircolare chiusa fra due camere che corrispondono alle due navatelle, come nella chiesa occidentale di Philae, a Kalâbâa, ed-Dôma, Sinêra, ecc. fino a Qaṣr 'Antawu che è l'esempio più meridionale finora constatato. Altre volte l'abside è rettangolare come a Sabâ Gûra, Medîq di Gerf Husein, Kulûbntari: a Ihmindi è trapezoidale. Nel secondo caso le due camere laterali sono collegate da un corridoio che passa dietro l'abside e fra questa ed il muro esterno: è questo un tipo specificamente nubiano che si riscontra da Sabâ Gûra (chiesa meridionale) a nord sino a Wâdi Gazâli che è l'esempio più meridionale finora constatato. La N. presenta alcuni esempi di basiliche aventi absidi contrapposte (così a Tokor, Medinet 'Addeh e nella chiesa di Nabandifî di Faras) e anche di basiliche aventi la navata centrale coperta da una serie di cupole (esempio una chiesa di Tamit). Nella regione vicino alla seconda cateratta si trovano basiliche con matronei, di cui le più caratteristiche sono la chiesa sul fiume di Adendân e quella di Hammâm el-Farki a Serrê Garb. In questo stesso territorio le chiese, che sono di una costruzione più curata e di più ricca decorazione, hanno l'arco trionfale retto da due colonne con elaborati capitelli: uno dei più interessanti esempi è quello di Seîb Bedawi. Il tipo di chiesa a cupola centrale è caratterizzato da una cupola su quattro pilastri costruita nel mezzo della navata (Seîma Amalika) o immediatamente davanti all'abside (Qaṣr Ibrîm, Serrê, Fiğir 'Antawu). La chiesa nel deserto di Adendân, di planimetria più elaborata, ha inoltre cupole sulle due camere laterali all'abside e sulle due di facciata. Tipi tutto affatto particolari si vedono ad ar-Râmal dove si trova una

(da U. Monneret de Villard, La Nubia meridionale, Il Cairo 1933, cap. 36)
Tutte le chiese nubiane erano all'interno rivestite da un intonaco dipinto: nella massima parte dei casi tali pitture sono scomparse, ma alcuni pochi esempi giunti fino a oggi (soffitto
ad Abū Hōdah, pareti ad 'Abd al-Gādir e nella chiesa degli Angeli a Tamit, abside nella chiesa dello Šeih pure a Tamit) dimostrano alte qualità tecniche e stilistiche ed una evoluzione del tutto particolare.
Dell'epoca cristiana si sono conservati in N. estesi cimiteri con tombe di un carattere particolare, fra le quali sono da notarsi quelle ad edicola a cupola su quattro pilastri.