OROSIO, PAOLO

OROSIO, PAOLO. - Prete spagnolo di Braga, nell'antica Galizia (Braulio, Epist., 44) discepolo di Agostino, « d'ingegno esperto, eloquio facile, avido di sapere, desideroso di combattere le cattive dottrine », che turbavano le lontane plaghe di Galizia (s. Agostino, Epist., 166). Fuggendo dinanzi ai Vandali fu attratto ad Ippona dal prestigio di s. Agostino, al quale nell'anno 414 presentò i suoi problemi: il priscillanesimo della sua patria, l'origine dell'anima ecc. Con sé portava il suo Commentarium de errore Priscillianistarum et Origenistarum. S. Agostino rispose con il suo trattato Ad Orosium contra Priscillianistas et Origenistas.

Nella primavera del 415 O., raccomandato dallo stesso Agostino, passò in Palestina presso s. Girolamo e si trovò in mezzo alla contesa pelagiana. Nel giugno di quell'anno trovò occasione di opporre il suo punto di vista in proposito nel Concilio di Gerusalemme e raccolse la sostanza dottrinaria dei suoi dibattiti nel suo Liber apologeticus contra Pelagianos (a. 417-18) la migliore impugnazione antipelagiana di quella prima ora. Intendeva tornare in Spagna, ma avuto notizia a Minorca di turbamenti bellici fece ritorno presso s. Agostino. Il santo dottore allora terminava l'XI l. del De civitate Dei (416-17):

all'accusa dei pagani, che il cristianesimo era colpa delle calamità dell'Impero, aveva risposto nel I. III che i mali di quei giorni non erano superiori a quelli passati nei tempi precristiani. Questa fu per O. l'idea direttrice delle sue Historiae adversus paganos (a. 418). In esse, lasciando agli altri storiografi la narrazione delle guerre, egli espone i mali che ne derivano: illi bello, nos bellorum miserias evolvamus; e con esse, peste, fame, terremoti, mondazioni, tempeste, eruzioni di vulcani: Moesta mundi, secondo il titolo che la sicura paleografia medioevale dette a quest'opera. Però il cammino dell'umanità non è abbandonato al caso e qui entra il provvidenzialismo di O.: il fluire delle età è un complesso armonico saggiamente governato dalla Provvidenza. Nulla è casuale nel quadro. Perfino i fatti apparentemente più lontani e sconnessi si corrispondono come membra di un unico insieme intenzionalmente preordinato. L'opera, sommario di storia universale, è divisa in quattro periodi e in sette libri; da Adamo all'anno 417. Fonti: la S. Scrittura in primo luogo, poi Tito Livio, i commentari di Cesare (O. li attribuisce a Svetonio), Tacito, Giustino, Floro, Eutropio, la Chronica di Eusebio nella traduzione e rifusione geronimiana, Rufino e s. Agostino. Valore più personale acquista con il 378. Tipico è l'ottimismo di O. nella valutazione storica: le invasioni dei barbari sono avvertimenti della bontà divina. Da buon spagnolo, nell'ultimo capitolo, consacrato alla storia patria, pone la Spagna al centro dei destini del mondo giacché essa per mezzo di Ataulfo e Walia sostenta la stessa saldezza dell'Impero romano. Però, nel medesimo tempo, sente e celebra con entusiasmo l'unità ecumenica creata da Roma e dal Vangelo. « Sono tra i romani, romano, cristiano tra i cristiani, tra gli uomini, uomo... Ubique patria ubique lex et religio mea est » (5, 2). È uno dei primi a chiamare con il termine di Romania il dominio della cultura romancristiana. La sua fervorosa eloquenza e l'imitazione virgiliana alla quale obbedisce assicurarono alle Historiae di O. una brillante sopravvivenza nel medioevo: 200 manoscritti ce la trasmettono; Isidoro, Beda, Gregorio di Tours sino a Dante ne profittarono; Alfredo il Grande la tradusse in anglosassone; l'imperatore di Costantino-poli la inviò ad 'Abd ar-Rahmân III di Cordova per la traduzione in arabo: è qualificata da Dante di « altissima prosa » pari a quella di Tito Livio.

BIBL.: opere: Historiae a Liber apologeticus, CSEL, s. ed. C. Zangemeister, Vienna 1882; Commentarium, CSEL, 18, ed. G. Scheps, ivi 1889, pp. 149-57. Studi: F. Wotke, Orosius, in Pauly-Wissowa, XXIII, i, coll. 1183-95; E. Amann, Orosius, in DThC, xi, 1602-11; J. A. Davids, De O. et sancto Augustino Priscillianistarum adversariis commentatio historica et philologica, L'Aja 1930; R. Garcia de Castro, Paulo S. discípulo de s. Agustin, in Boletin de la Universidad de Granada, 3 (1931), pp. 3-38; R. Menéndez Pidal, Historia de España, II, España Romana, Madrid 1935, introd. pp. xxxiii-xii; B. Altaner, Avitus von Braga, in Zeitschr. f. Kirchengesch., 60 (1941), 458; J. Madoz, Epistolario de S. Braulio de Zaragoza (Estudios Onenses, 17 serie, vol. I), Madrid 1941, pp. 204-206; J. Madoz, Escritores de la época visigótica, in G. Díaz Plajas, Historia general de las literaturas hispánicas, Barcellona 1949, pp. 108-112. Giuseppe Madoz
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“OROSIO, PAOLO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 242. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/orosio-paolo.