PADRI APOSTOLICI

PADRI APOSTOLICI. - Da quando J.-B. Coletier (m. nel 1686) unì in una collezione le opere di Barnaba, Clemente di Roma, Ignazio, Policarpo ed Erma come «patres aevi apostolici» si parla di P. A. Più tardi furono aggiunti ancora Papia, i frammenti dei presbiteri presso s. Ireneo, l’Epistola a Diogneto e la Didaché.

Questa denominazione ha soltanto un valore pratico, perché cronologicamente non corrisponde in tutti i casi alle sue pretese, dogmaticamente anche non è chiara e nemmeno il diverso genere letterario di tutte queste opere risulta da questa denominazione.

BIBL.: fra le edd. dei P. A. si citano: O. Gebhardt-Ad. Harnack-Th. Zahn, Lipsia 1875-77; I. B. Lightfoot, 5 voll., Londra 1889-91; F. X. Funk, I. Tubingia 1901, II. pubblicato da Fr. Diekamp, 1913; S. Colombo, Torino 1934. V. anche E. I. Godseped, Index Patristicus sive clavis Patrum Apostolici, Lipsia 1907. Studi: H. Reinhold, De graecitate Patrum Apostolicorum (Dissertationes philologicae Halensis, 14 [1808]); A. Cassano, Massa, I. P. A., Roma 1938. Si vedano anche i commenti in H. Lietzmann, Handbuch zum neuen Testament. Ergänzungband, Tubingia 1920-23.