Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Patrologia Padri, scrittori ecclesiastici sino a tutto il sec. VIII, opere anonime

PARMENIANO

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Noto anche come: inglese: Parmenian of Carthage

PARMENIANO. - Vescovo donatista di Cartagine. S. Ottato (I, 5; III, 3) lo dice « straniero » (peregrinus) e quindi non bene informato di cose africane; da un altro passo polemico (II, 7) si è pensato che P. fosse di nascita ispano o gallo. Comunque, era vescovo al tempo di Giuliano l'Apostata e si dedicò a riorganizzare la Chiesa scismatica e guadagnarle aderenti, con un'attività anche letteraria assai intensa.

Scrisse infatti, ca. il 362, un'opera in 5 libri, o tractatus, contro i cattolici, di cui è possibile ricostruire almeno lo schema generale attraverso la confutazione di s. Ottato. Il titolo poteva essere Adversus Ecclesiam traditorum (Monceaux) o forse (per la derivazione da s. Cipriano) De catholica Ecclesia (o De Ecclesiae unitate) adversus traditores. I cinque libri dovevano trattare: del Battesimo, di cui P. tesseva l'elogio, paragonandolo al diluvio e alla circoncisione; dell'unità della Chiesa, secondo la concezione eccessivamente rigoristica della sua setta; dei cattolici, in quanto traditores o complici o conniventi con essi; ancora dei cattolici, accusandoli di aver fatto ricorso all'autorità civile, che aveva impiegato la forza con accuse di crudeltà contro gli «operari unitati» Paolo e Macario: dei passi della Scrittura che suonavano condanna per i cattolici (v. DONATISMO). Trattando della vera Chiesa, ne enumerava le dotes, ch'essa deve avere, quale sposa di Cristo: cathedra (cioè, la successione apostolica), angelus (del Battesimo), Spiritus, fons, sigillum, altare; ma metteva insieme, senza distinguere, eretici veri e propri e scismatici, considerando ugualmente sacrilegi i loro sacrifici.

Alla confutazione di s. Ottato non risulta che P. rispondesse. Si preoccupò invece vivamente per quanto diceva e scriveva un laico della sua setta, Ticonio (v.), al quale diresse una lettera aperta ribadendo i principi ormai tradizionali della sua setta, cioè la necessità di rompere ogni rapporto con i peccatori, anche a costo di isolarsi dalla Chiesa universale. Questa lettera, scritta verso il 378, venne dopo la morte di P. a conoscenza di s. Agostino, il quale la confutò ca. il 400, nei tre libri Contra epistolam Parmeniani.

Bibliografia
BIBL.: P. Monceaux, Hist. littér. de l'Afrique chrétienne, V, Parigi 1920, pp. 221-40. V. anche: OTTATO.

Alberto Pincherle

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Di Alberto Pincherle

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 850–851.

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vol. 9, coll. 849–850
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Altre voci di Alberto Pincherle: OTTATO DI MILEVI IN NUMIDIA (OPTATUS MILETIANUS), SANTO · PETILIANO · POLE, REGINALD · MONTENSES · METODISMO

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Pincherle, Alberto. “Parmeniano.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 850–851. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/parmeniano.

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Pincherle, Alberto. “Parmeniano.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 850–851. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/parmeniano.

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