PAKISTAN. -
I. GEOGRAFIA
Stato federale costituito il 15 ag. 1947, formalmente associato al Commonwealth britannico. Ne fanno parte due territori separati: il P. occidentale (795 mila kmq.; 35 milioni di ab.; 44 a kmq.), comprendente le vecchie unità (inglesi) del Panjab occidentale, il Sind, la provincia di frontiera di NO ed il Balucistan; ed il P. orientale, che ne dista 1500 km. verso l'E. (140 mila kmq.; 45 milioni di ab.; 322 a kmq.), in cui rientrano il Bengala orientale ed il distretto di Sylhet. Indecisa è ancora l'attribuzione al P. (o all'Unione indiana) del Kashmir (219 mila kmq.; 5 milioni di ab.; 24 a kmq.), la cui popolazione è in prevalenza musulmana, mentre è indù la dinastia regnante. Con 935 mila kmq. di superficie ed oltre 80 milioni di ab., dei quali 42 nel P. orientale, il P. è così il più grande e più popoloso Stato musulmano del mondo; la percentuale dei musulmani vi è di ca. 3/4 (oltre 2/3 dei musulmani viventi dell'ex-Impero indiano). I cattolici vi sono in numero di 225 mila. L'eventuale annessione del Kashmir rinforzerebbe ancora il carattere musulmano dello Stato; le sue proporzioni passerebbero a 1,15 milioni di kmq. con oltre 85 milioni di ab. (74 a kmq., di contro a 110-120 nell'Unione indiana).
La divisione dell'ex-Impero indiano ha lasciato al P. solo una piccolissima parte della preesistente attrezzatura industriale (ad es., il massimo centro dello jutificio, Calcutta, è fuori del P.), ma tanto per le alimentari, quanto
per le tessili o le meccaniche si è già proceduto a grandi impianti, soprattutto nel P. occidentale.
Il commercio ha già assunto proporzioni rilevanti, tendendo a svincolarsi dalla tradizionale dipendenza dalla metropoli. I due porti principali sono: nel P. occidentale Karachi (1,2 milioni di ab.), che è anche capitale dello Stato, e Chittagong (125 mila ab.) nel P. orientale. Vi sono poi una quindicina di centri abitati con popolazione superiore ai 100 mila ab.: Lahore (nel Panjab) ne ha ca. 1 milione, ed oltre 1/2 milione Dacca (Bengala); Haiderabad (Sind) e Rawalpindi (Panjab) oltre 300 mila.
II. STORIA
La storia del P. è fino al 1947 la storia dell'India (v.); si può ricordare, per gli immediati antecedenti della nuova formazione statale, che nel movimento per l'autonomia e poi per l'indipendenza dell'India, guidato fin dal 1885 dal partito del Congresso nazionale indiano,s'inseri, nel 1906, quello dell'All India Muslim League come primo sintomo di separate aspirazioni dei musulmani. Fino al 1932 indù e musulmani agirono unitamente nelle rivendicazioni comuni; nel 1932 sorse un P. National Movement poi assorbito dalla Muslim League reclamante uno Stato autonomo musulmano; esso resistette al progetto di Stato federale dell'India contemplato dalla Costituzione del 1935, entrata in vigore nel 1937; nel 1940 il capo della Muslim League in un discorso a
Lahore enunciò in termini precisi la richiesta di uno Stato musulmano. Dopo la seconda guerra mondiale le trattative con le autorità britanniche condussero effettivamente alla formazione dei due nuovi Dominions dell'India e del P. La proclamazione del P., con capitale Karachi, ebbe luogo il 15 ag. 1947.
In attesa della Costituzione, che è ancora in elaborazione, il presidente dell'Assemblea costituente del P. è capo della Stato. Primo presidente della Costituente è stato Mohammed 'Alī Ginnāh (Jinnah), nato a Karachi nel 1876 e dal 1937 capo della Muslim League. Egli morì l'11 sett. 1948; gli è successo Tamīz ad-Dīn Ḥān. Le linee generali della nuova Costituzione finora enunciate nei dibattiti dell'Assemblea costituente (tra l'altro in un discor-
(per cortesia del dott. Gaetano Ballardini)
PAKISTAN - Grande pannello in maiolica dipinta a foglie e fiori in bianco su fondo turchese e azzurro, donato dal Governo del P. al Museo delle ceramiche di Faenza.
so del primo ministro Lijāqat 'Alī Hān al principio del 1949) fanno prevedere che il P. sarà uno Stato federale a base democratica repubblicana; l'islam sarà la religione dello Stato e le leggi saranno elaborate secondo i principi islamici. La lingua ufficiale è attualmente l'inglese, ma vi sono proposte per sostituarla con l'urdu (lingua franca dei musulmani dell'India) e con l'arabo (lingua dell'insegnamento religioso nei paesi musulmani).
Il P. è diviso in due territori, occidentale e orientale, separati da ca. duemila chilometri di territorio dell'India; questa situazione indebolisce la sua compattezza statale anche perché tra le due parti enormemente lontane vi sono differenze etniche molto sensibili. Nei tre anni di vita il P. ha dovuto superare gravi difficoltà economiche anche in relazione con il movimento di milioni di uomini da una parte all'altra in conseguenza della spartizione del 1947. In politica estera il P. agisce d'accordo con la Gran Bretagna, cercando di far valere la collaborazione con gli altri Stati islamici. Difficili sono state e rimangono le relazioni con l'India vicina; la questione più ardua rimane quella del Kashmir il cui governo aderì nel 1947 all'Unione indiana, mentre parte della popolazione in maggioranza musulmana si sollevò sotto un governo libero (Azad Kashmir Government) con l'aiuto del P. La situazione minacciò ripetutamente di degenerare in guerra aperta tra P. e India. La mediazione delle Nazioni Unite ha portato a un armistizio tra le parti, ma non è ancora riuscita a definire le modalità per un plebiscito. L'ultima proposta fatta da Sir Owen Dixon nel 1950 affinché il plebiscito avvenisse sotto l'autorità di funzionari delle Nazioni Unite, con temporanea sospensione dell'autorità degli attuali governi delle due zone contese, è fallita per l'opposizione dell'India.
Anche con l'Afghanistan esistono divergenze per questioni di frontiera, appoggiandosi da parte afghana le aspirazioni dei Pathān che vorrebbero l'autonomia del loro territorio. Ettore Rossi
III. EVANGELIZZAZIONE
Nel P. orientale, già Bengala orientale, verso la fine del sec. XVI si ebbero i Gesuiti, Domenicani e Agostiniani per esercitare innanzi tutto il ministero presso i Portoghesi nei vari stabilimenti commerciali e in mezzo agli incaricati ai servizi presso il Gran Mogol. Specialmente gli Agostiniani fondarono varie parrocchie nel Bengala orientale che rimasero affidate alla loro cura fino al sec. XIX, sotto il vescovo di S. Tommaso di Meliapor; ed anche in Dacca, Chittagong, Dania, ecc.Dopo la riorganizzazione delle missioni dell'India nel sec. XIX il Bengala orientale dal 1850 costituì un vicariato apostolico, affidato alla Congregazione di S. Croce; dal 1876 al 1886 fu servito dai Benedettini cassinesi della Congregazione anglo-belga. Nel 1884 fu dichiarato definitivamente esente dalla giurisdizione dell'arcidiocesi di Goa, e solo poche parrocchie rimasero sotto la giurisdizione della diocesi di S. Tommaso di Meliapor fino alla convenzione tra la S. Sede e il Portogallo del 1929. Nel 1886, con l'erezione della gerarchia ecclesiastica in India il Bengala orientale fu elevato a diocesi detta di Dacca nel 1887. Da Dacca fu smembrata la diocesi di Chittagong nel 1927, affidata anche essa alla Congregazione di S. Croce. Nella parte settentrionale del P. orientale nel Dinajpur la missione fu iniziata nel 1855 dal Seminario lombardo per le Missioni Estere. Dal 1870 faceva parte della prefettura apostolica del Bengala centrale, eretta a diocesi nel 1886 con il nome di Krishnagar nel 1887, da cui nel 1927 Dinajpur fu smembrata come diocesi indipendente, affidata al Pontificio Istituto delle Missioni Estere di Milano. Per la creazione del nuovo Stato del P., il territorio delle diocesi di Chittagong e Dinajpur venne a trovarsi diviso tra l'India e il nuovo Stato, per cui il 14 e 15 luglio 1950 il territorio delle due diocesi fu ridotto alla zona appartenente al P. orientale. Nello stesso tempo, il 15 luglio 1950, Dacca fu elevata a arcidiocesi metropolitana con le suffraganee di Chittagong, Dinajpur e la nuova diocesi di Jessore.
Nel P. occidentale nella parte del Panjab i primi missionari della Compagnia di Gesù giunsero alla corte di

(fot. Fides)
Nel P. la Chiesa cattolica con ca. 225.000 membri tra ca. 80 milioni di ab. costituisce una minoranza quasi impercettibile. Anche socialmente i cristiani si trovano in condizioni poco vantaggiose essendo in massima parte Chouhara nel Panjab o Santals nel Bengala. La missione cattolica cerca il contatto con i maomettani me-
diante scuole e opere caritative; esistono innanzi tutto ospedali delle « Catholic Medical Missionaries » e delle « Medical Missions Sisters » a Rawalpindi e Karach