PANAMERICANISMO

PANAMERICANISMO. - Termine che, con nato verso la fine del secolo scorso, in occasione della prima Conferenza internazionale degli Stati Americani (1889), è entrato nel vocabolario politico a indicare la comunanza di interessi e la conseguente solidarietà fra le 21 Repubbliche del Nuovo Mondo.

I. Vecchio p

panslavismo (v.) pangermanesimo (v.) il p. non ha un sostrato etnico o culturale (come è noto, infatti, esso comprende popoli di razza, lingua e religione diverse), ma si fonda su ragioni esclusivamente geografiche.

Le sue origini vanno ricercate negli inizi dell'800 quando i paesi delle Americhe, affrancatisi dall'Europa e presa coscienza della propria individualità, tendono a coordinare la loro politica e creare un sistema difensivo continentale a garanzia della raggiunta indipendenza di fronte ai tentativi condotti dagli Stati europei, durante e dopo la S. Alleanza, ai danni del Nuovo Mondo, per ristabilirvi la loro supremazia. Sotto nel periodo in cui, seguendo l'esempio degli Stati Uniti e rifacendosi alla giustificazione ideale che questi avevano dato alla loro guerra d'indipendenza, le colonie latino-americane lottavano per liberarsi dalla madre patria (1816-24), il movimento ebbe agli inizi un'ispirazione idealistica, fondata sulla contrapposizione dei valori che l'America rappresentava (pace, libertà, democrazia) di fronte a quelle che venivano ritenute le calamità dell'Europa (la guerra, l'assolutismo, la monarchia). Per questo, ne periodo 1826-89, il movimento panamericano fu proprio dei paesi ispano-americani, in quanto gli Stati Uniti, dopo aver riconosciuto le nuove Repubbliche sorte al sud del Rio Grande e aver stabilito con esse normali relazioni diplomatiche (1822) e dopo la proclamazione (1823) Monroe (v.), per un cinquantennio restarono estranei ad ogni intesa continentale, impegnati com'erano nella loro espansione verso occidente. Sono di questo tempo la Conferenza di Panama, del 1826, indetta da Simon Bolivar; quella di Lima nel 1847 e nel 1864; quella continentale di Santiago nel 1856, da cui uscirono altrettanti accordi e trattati, che miravano a riunire gli stati dell'America latina in leghe o confederazioni per una comune difesa contro aggressioni straniere e per il pacifico regolamento dei loro contrasti. Gli accordi erano tutti motivati da varie imprese, sia europee (interventi nel Rio della Plata tra il 1842 e il 1850; invasione francese del Messico ed effimero Impero fondato da Massimiliano tra il 1863 e il 1867; occupazione spagnola della Repubblica dominicana dal 1860 al 1865; tentativo di ristabilire la sovranità spagnola nel Peru nel 1865), sia statunitensi (guerra contro il Messico nel 1847; alcune spedizioni aggressive nell'America centrale tra il 1857 e il 1860), che minacciavano la sovranità e indipendenza delle Repubbliche ispano-americane; soltanto alcuni di questi accordi vennero ratificati e nessuno ebbe pratica attuazione.

La Conferenza del 1867, a Lima, fu l'ultima di quelle dette politiche, rese inutili dopo che l'indipendenza e l'integrità territoriale delle Repubbliche non furono più minacciate dall'Europa. Le altre che seguirono intesero risolvere problemi di carattere giuridico per uniformare norme di diritto internazionale privato, di diritto internazionale commerciale, ecc.

Con la prima Conferenza internazionale degli Stati Americani (1889), tenutasi a Washington per iniziativa degli Stati Uniti, il p. divenne movimento propriamente continentale, comprendendo tutti i paesi indipendenti delle Americhe, eccetto il Canadà e i possedimenti coloniali, e prese corpo nell'Unione panamericana (originariamente Unione internazionale delle Repubbliche americane), con il compito di promuovere le relazioni economiche, culturali, sociali, ecc. tra i paesi aderenti; e nell'Ufficio commerciale delle Repubbliche americane, organo esecutivo dell'Unione, con sede a Washington, che sorse come centro per la compilazione e pubblicazione di statistiche e informazioni commerciali, finché le sue funzioni si allargarono, fino a comprendere ogni sfera di attività e a divenire il segretario permanente delle conferenze panamericanee.

Due problemi principali occuparono la Conferenza di Washington e quelle che si susseguirono a intervalli quasi sempre regolari, di 5 anni: il mantenimento della pace tra gli Stati americani, mediante il pacifico regolamento delle loro controversie, e, soprattutto, lo sviluppo dei rapporti economici tra i membri dell'Unione. Infatti, passata la direzione del movimento agli Stati Uniti, ai quali premeva di intensificare scambi e altre iniziative commerciali con l'America latina, le questioni politiche furono di proposito trascurate perché il movimento potesse svilupparsi senza ostacoli in questa nuova direzione e attuare numerose e fruttuose intese in ogni campo di attività.

Il Nuovo p. - La minacciosa situazione creatasi in Europa, con l'avvento del nazismo e con l'espansione giapponese in Oriente, riproposero la necessità di una stretta solidarietà politica continentale, più volte compromessa dalla egemonia economica e dalle tendenze espansionistiche degli Stati Uniti, che, nei primi decenni del secolo, si erano serviti del movimento panamericano per le loro iniziative commerciali.

Questa rinnovata solidarietà - la cosiddetta «politica del buon vicinato», attuata dal presidente Roosevelt - si espresse nell'ottava Conferenza degli Stati americani, tenutasi a Lima nel 1938, che, con la Dichiarazione di Lima, determinò di provvedere alla comune difesa del continente e stabilì che i ministri degli Esteri degli Stati-americani si consultassero ogni volta che l'integrità territoriale, la pace e la sicurezza di uno di essi fossero minacciate (tre di queste conferenze internazionali furono tenute durante la 11 guerra mondiale); nell'Atto di Chiapultepec (1945), che riaffermava il principio della solidarietà continentale, mentre si attribuivano funzioni politiche, oltre che amministrative, all'Unione panamericana; nel Trattato di Rio de Janeiro (1948), con cui si stipulò che un attacco contro un qualsiasi Stato americano fosse da considerarsi un attacco contro tutti; e, infine, nella nona Conferenza, tenutasi a Bogotá nello stesso anno, che inserì l'alleanza panamericana nell'orbita delle Nazioni Unite, quale organizzazione regionale.

Una quarta Conferenza internamericana dei ministri degli Esteri venne convocata a Washington nel 1951 per predisporre un piano difensivo nei confronti del comunismo internazionale.

BIBL.: J. B. Lockey, Pan-Americanism: Its beginnings, Nuova York 1920; S. G. Inman, Problems, in Pan-Americanism, vol. 1921; F. I. Urrutia, Les conférences pan-americaines, Parigi 1923;

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