PARASCEVE. - Giorno di preparazione al sabato. Il termine greco Λαρασκευή significa letteralmente « preparazione ». La Volgata si limita a trascrivere il termine con p., senza tradurlo.
I quattro Evangelisti indicano con p. il giorno destinato dagli Ebrei alla preparazione dei cibi e di quanto altro era necessario per la celebrazione del sabato. P. quindi corrisponde alla feria VI della settimana, ossia al venerdì.
Mc. 15-42 dice che quando Giuseppe d'Armatea si recò da Pilato a richiedere il corpo di Gesù crocifisso per p. (preparazione), ossia pro-sabato, giorno che precede il sabato. In questo senso intendono il termine Jud. 8, 6 e Flavio Giuseppe (Antiq. Jud., XVI, 6, 2); Luca nel testo critico (23, 54) dice « era il giorno di p. e il sabato s'iniziava » (letteralmente « s'illuminava », ossia si accendevano le lampade al tramonto, che per gli Ebrei era l'inizio del nuovo giorno).
Mt. 27,62 dice che « nel giorno dopo la p. (ossia al sabato) si radunarono i capi dei sacerdoti e i farisei da Pilato ». In tutti questi passi p. significa certamente « venerdì ».
Può sorgere un dubbio sul significato del termine Io. 19, 14: « Era la p. Pasqua (v.) ». Qui potrebbe significare vigilia della solennità pasquale, ma anche da Giovanni risulta chiaramente che quello era un venerdì (19, 31, cf. 19, 42).
Anche in Ex. 16, 5, al sesto giorno della settimana (venerdì), si doveva preparare quanto occorreva per il sabato, raccogliendo doppia razione di manna (ibid. 16, 2).
Pietro De Ambrogio