PARENTALIA. - Nell'antica religione romana così si chiamava una serie di giorni che incominciava il 13 febbr. e terminava il 21 dello stesso mese. Mentre quest'ultimo giorno è segnato anche nel Calendario arcaico come festa pubblica (Feralia), dei P. o dies parentales la documentazione non risale a tempi molto antichi: ciò tuttavia non esclude l'antichità della celebrazione, almeno privata, del ciclo festivo, dato che il Calendario arcaico segna solo i giorni cuminanti, strettamente festivi, dei cicli festivi pubblici.
Nella sfera privata la celebrazione consisteva in ritri funerari dedicati ai defunti, concepiti come dei (di parentes: gli antenati come dèi), quasi in un rinnovamento annuale dei ritri di sepoltura. Ma era un atto del culto pubblico a segnare l'inizio del ciclo: nel Calendario di Filocalo (sec. IV d. C.) il 13 febbr. porta l'annotazione "Virgo Vestalis parentat". Tale notizia è stata messa in rapporto con un'altra, più antica, secondo cui la Vestale compiva ritri funerari alla tomba di Tarpeia. Nessuno dei giorni tra il 13 e il 21 appare come dies nefastus, vale a dire come giorno il cui carattere sacrale non permette attività profane: tutti, invece, sono dies religiosi, comportando la chiusura dei templi, il divieto dei matrimoni e, per i magistrati, di portare gli insignia delle loro cariche: ciò per il contatto con il mondo dei morti, nel cui segno si svolge tutto il mese di febbr., ultimo dell'arcaico Calendario romano.