PASSERONI, GIAN CARLO

PASSERONI, GIAN CARLO. - Sacerdote, poeta, n. a Condamine di Lantosca (Nizza) l'8 marzo 1713, m. a Milano il 26 dic. 1803.

Amico del Parini, che nell'ode La tempesta gli si rivolge chiamandolo Alcone, scrisse un poema di 101 canti: Cicerone (Milano 1755-74), dove la vita dell'oratore romano serve di pretesto ad una garbata satira contro diversi aspetti della societĂ  del tempo. Il poema, che occupa un posto notevole nella letteratura giocosa del '700, piacque al Baretti, al Rousseau e allo Sterne. Il P. fu anche autore di un volume di rime di indole satiricomorale e di 7 voll. di Favole esopiane (ivi 1779-88).

BIBL.: G. Baretti, La frusta letteraria. I, Bari 1932, pp. 140-150; G. Carducci, L'Accademia de' Conformati e G. Parini, in Opere, ed. naz., XVI, Bologna 1937, p. 53 seg. Cf. inoltre: A. Mannelli, Il Cicerone di G. C. P. considerato sotto l'aspetto educativo, Firenze 1915; G. Natali, Il Settecento, II, Milano 1936, pp. 1040-47 (con nota bibl. a p. 1103); C. Previtera, La poesia giocosa e l'umorismo, II, Milano 1942, pp. 155-63. Lanfranco Fiore
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“PASSERONI, GIAN CARLO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 576. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/passeroni-gian-carlo.