PATERNALISMO

PATERNALISMO. - Paternalistica è detta ogni politica diretta dall'alto (imperatore, re, signore) che tenga conto delle esigenze dei «sudditi»: sia nell'antichità classica, sia nel medioevo, sia nel Rinascimento si è delineato il mito del buon reggitore dello Stato, comprensivo e «paterno». Nell'età della Controriforma il problema ritorna in primo piano con Stato (v.); tra gli altri, il Bellarmino detta precise formulazioni sulla necessità che i principi hanno di amare con «servente» carità «paterna» tutti i sudditi onde non siano ingiustamente aggravati (cf. De officio principis christiani, Roma 1619).

Tenendo conto delle differenze dalle precedenti teoriche e applicazioni pratiche, va stimato come paternalistico anche il movimento settecentesco del dispotismo illuminato. Il dispotismo illuminato nasce e si irrobustisce nel più ampio clima dei «lumi», sia per un movimento dal basso determinato dal rafforzamento economico-sociale del ceto medio, sia dalla vasta schiera degli scrittori riformatori che esprimono sul piano dell'opinione pubblica le nuove esigenze ideologiche. Dispotismo e illuminismo nella loro essenza non si escludono: nel dispotismo illuminato l'elemento che prevale è ancora quello dispotico, ma esso viene «illuminato» cioè assoggettato alla legge della Raison nel campo politico-amministrativo ed economico-sociale. I principi riformatori sono per la fisiocrazia, per il riformismo tributario e doganale, per il giurisdizionalismo. Naturalmente non tutte le teorie sono applicate rigorosamente o complessivamente nella pratica: Maria Teresa d'Austria sta per le riforme economiche; suo figlio Giuseppe II tiene di più al giurisdizionalismo e alla stessa riforma religiosa; Federico II di Prussia è nella pratica più «sovrano» che uomo dei «lumi» (o per lo meno è illuminista nel diritto penale, nella tolleranza religiosa, nella cultura ma non nell'assolutismo militare); Caterina II di Russia propende per il riformismo economico; Leopoldo I di Toscana per la fisiocrazia e per il giurisdizionalismo; Carlo III di Borbone per il riformismo sociale e per il giurisdizionalismo e così via. Il p. settecentesco è stato movimento così ampio che in certi settori ha investito anche la Repubblica di Venezia, quella di Genova e lo stesso Stato pontificio.

Dopo il sec. XVIII la parola p. è stata talora usata «dall'alto» per mascherare o giustificare movimenti politici o attività di regnanti a sfondo sostanzialmente conservatore o reazionario o dittatoriale.

BIBL.: oltre la bibl. della voce RAGION DI STATO cf. tra le opere più recenti: A. Anzilotti, Movimenti e contrasti per l'unità italiana, Bari 1930; C. Morandi, La politica dell'assolutismo, Pavia 1930; F. Valsecchi, L'assolutismo illuminato in Austria e in Lombardia, a voll., Bologna 1931-34; E. Cassirer, La filosofia dell'illuminismo, trad. it., Firenze 1935 e per i singoli paesi e soprattutto per l'Italia, l'ampia bibl. in F. Valsecchi, Dispotismo illuminato, in Quest. di stor. del Risorgim. e dell'Unità d'Italia, a cura di Z. Rota, Milano 1951, pp. 29-73. Inoltre: M. Petrocchi, Il tramonto della Repubblica di Venezia e l'assolutismo illuminato, Venezia 1930; R. Mori, Le riforme leopoldine nel pensiero degli economisti toscani del '700, Firenze 1951; G. Giacchero, Storia econom. del Settecento genovese, Genova 1951.

Massimo Petrocchi

Cite this article

“PATERNALISMO.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 591. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/paternalismo.