PATTO DI FAMIGLIA

PATTO DI FAMIGLIA. - È l'alleanza politica stretta tra le dinastie appartenenti alla famiglia dei Borboni, regnanti nel sec. XVIII in Francia, Spagna, Napoli e Parma. Tale legame era già stato auspicato per Francia e Spagna fin dal principio del secolo da Luigi XIV, ottenendo da Carlo II d'Aspurgo il testamento a favore del nipote Filippo.

Il primo atto diplomatico di questa politica fu il patto stipulato il 28 ott. 1743 a Fontainebleau tra i due re Luigi XV e Filippo V, con la mira di procurare alla Francia, in lotta con gli Aspurgo d'Austria, l'appoggio delle armi spagnole; a tale fine da parte francese si fecero molte promesse: conquista della Lombardia, unendovi un principato per Filippo di Borbone figlio di Filippo V; garanzia per l'altro figlio Carlo del possesso del Regno di Napoli e Sicilia; riconquista dei due possessi inglesi di Gibilterra e di Minorca da restituirsi alla Spagna; questa verrebbe prosciolta alla pace dalle servitù commerciali assunte nel 1719 verso l'Inghilterra nell'America. L'Inghilterra però cercò di far naufragare il p. di f. con una pace separata con il governo di Madrid. Alla Pace di Aquisgrana del 1748, dopo trattative in cui fu Luigi XV a tentar di eludere gli impegni di Fontainebleau, fu stabilito che Filippo di Borbone avrebbe i domini francesi di Parma, Piacenza e Guastalla con il diritto di successione al fratello a Napoli; la situazione politica ed economica della Spagna rimase inalterata. Il p. di f. fu conservato, ma senza efficacia; durante la guerra dei Sette anni la Spagna rimase in disparte. Solo nel 1761 lo Choisel, ministro di Luigi XV, riuscì a rinnovare con il nuovo Carlo III, assistito dal Grimaldi, un nuovo patto che comprese le quattro dinastie borboniche. Il Grimaldi acconsentì perché la Spagna non rimanesse isolata ed esposta all'offensiva militare ed economica inglese. La conclusione del Patto (15 ag. 1761) fu la rottura delle trattative anglo-francesi e la ripresa delle ostilità: il 3 genn. 1762 fu dichiarata la guerra da parte del governo di Madrid a quello di Londra. La guerra si chiuse però con la Pace di Parigi del 10 febbr. 1763: la Spagna per-dette la Florida ed ebbe in cambio dalla Francia la Lui-siana; l'Inghilterra abbandonò i diritti di monopolio nell'Impero coloniale spagnolo.

Il p. di f. continuò a dominare la politica estera francese e spagnola, ritenuta una necessità di fronte all'espan-sione inglese: lo Choisel calcolava di giungere attraverso il Patto all'unione economica delle due nazioni, al rinnovamento della Spagna, allo sviluppo delle esportazioni francesi nelle colonie spagnole. L'Inghilterra vedeva nel Patto il pericolo dell'unione del più grande paese coloniale con il paese più pronto ad uno sviluppo industriale; mentre sul continente l'alleanza franco-austriaca garantiva la pace e rendeva impossibile all'Inghilterra il trovare alleati contro le due potenze nemiche. Il p. di f. d'altra parte garantiva le due case borboniche di Napoli e di Parma contro ogni ostilità autricana ed inglese. Il p. di f. funzionò anche nella lotta tra l'Inghilterra e le colonie ribelli d'America: il governo di Versailles, dopo l'alleanza stipulata il 6 febbr. 1778 con le colonie inglesi, si trascinò dietro quello di Madrid, che il 12 apr. 1779 stipulò la Convenzione di Aranjuez nella speranza di riavere Gibilterra, Minorca e la Florida.

Il Trattato di Versailles del 1783 segnò il fallimento delle aspirazioni franco-spagnole, però il p. di f. soprav

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Patti Lateranensi - Medaglia annuale disegnata dal Mistruzzi con il ricordo della Conciliazione.

visse; ancora nel maggio 1790, di fronte alle minacce inglesi, la Spagna invocò l'aiuto della Francia in nome del patto. L'Assemblea costituente, il 26 ag. 1792, dichiarò senza valore la vecchia alleanza dinastica, pur dicendosi pronta a rinnovare l'alleanza con la Spagna.

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