PATERNITÀ, RICERCA DELLA

PATERNITÀ, RICERCA della. - Mentre dal punto di vista etico la r. della p. può considerarsi in sé e per sé lecita, vari codici civili, per motivi di oppor

tunità, non ammettono indagini sulla p. che in casi tassativamente previsti. Questo divieto trae origine dalle leggi rivoluzionarie francesi dalle quali è passato al Codice napoleonico.

L'art. 269 del Cod. civ. italiano ammette la dichiarazione giudiziale della p.: 1) quando la madre e il presunto padre hanno notoriamente convissuto come coniugi nel tempo a cui risale il concepimento; 2) quando la p. risulta indirettamente da sentenza civile o penale ovvero da non equivoca dichiarazione scritta di colui al quale la si attribuisce; 3) quando v'è stato ratto o violenza carnale nel tempo che corrisponde a quello del concepimento; 4) quando v'è possesso di stato di figlio naturale (v. PROLE).

In alcuni paesi civili il problema della ricerca della p. va assumendo nuovi aspetti (negli Stati Uniti d'America esistono società legalmente riconosciute autorizzate a chiamare in giudizio il presunto padre), e le scienze biologiche procedono nei loro studi per potere stabilire principi su cui fondare la prova della p.; merita speciale menzione la prova biologica dei gruppi sanguigni.

Nel sangue umano esistono due aggiungimenti denominati aggiungimento A e aggiungimento B, legati alle emrazie. Il siero di sangue, a sua volta, contiene due aggiungimenti A e B. Sono stati divisi in quattro gruppi sanguigni: I gruppo: non possiede aggiungimenti mentre possiede le due aggiungimenti; è il gruppo O o dei donatori universali; II gruppo: è il gruppo A, fornito dell'aggiungimento A e della aggiungimento B oppure anti B; III gruppo: possiede l'aggiungimento B e l'aggiungimento A o anti A; IV gruppo: (AB) che contiene entrambi gli aggiungimenti e manca di aggiungimento; è il gruppo dei ricoveri universali. Quando un sangue che contiene un determinato aggiungimento viene messo a contatto con un altro sangue che contiene l'aggiungimento corrispondente, si verifica il fenomeno dell'isaggiungimento: i globuli rossi vengono aggiuntati e al microscopio si osservano accumuli irregolari di essi. In pratica la prova dei gruppi sanguigni si esegue mediante i sieri testo. Il gruppo sanguigno individuale è un carattere costante, congenito, ereditario dai genitori secondo le leggi mendeliane. Esso non subisce durante la vita alcuna alterazione qualitativa; alla nascita si ha uno sviluppo quantitativo incompleto degli aggiungimenti, che posseggono una forza di ricezione di ca. un 4°, un 8°, rispetto a quella dell'adulto; tale forza aumenta fino a raggiungere il massimo verso il 15-20 anni e tale si mantiene fino all'età avanzata. Per questo motivo si possono avere errori di determinazione gruppale in neonati e lattanti.

Importante è la conoscenza delle seguenti leggi: 1) le proprietà A e B sono caratteri dominanti rispetto ad O per cui si ritrovano nei figli soltanto quando sono presenti anche nei genitori; però, anche essendo presenti nei genitori, possono non comparire nei figli; la proprietà O invece, che è recessiva, si può ritrovare nei figli anche se non si manifesta nei genitori; 2) i genitori appartamenti al gruppo O non possono avere figli del gruppo AB; i genitori che appartengono al gruppo AB non possono avere figli appartenenti al gruppo O. Landsteiner e Levine nel 1927 misero in evidenza nuovi aggiungimenti, oltre gli aggiungimenti A e B, a cui non corrispondono nel sangue di altri individui aggiungitamente preformate; essi sono i gruppi sanguigni denominati rispettivamente M, N, MN. In seguito fu trovato anche l'aggiungimento P e nel 1940 Landsteiner e Wiese hanno ritrovato l'aggiungimento R, presente per ca. l'8°° degli uomini, i quali vengono così ascritti al gruppo R. In positivo, mentre il 15°° appartiene al gruppo R. Negativo. Da queste conoscenze sono sorte altre due leggi: 1) le proprietà M ed N sono proprietà dominanti e non possono apparire nei figli, se i genitori ne sono privi; 2) le proprietà M ed N sono proprietà allelomorfe: per questo la proprietà M (senza N) o la proprietà N (senza M) devono apparire nei figli se sono presenti isolatamente nei genitori, qualora si trovino allo stato puro. Ricercando i gruppi sanguigni presenti nel sangue della madre, del figlio e del

presunto padre e facendo il confronto con i dati di apposite tabelle si può arrivare all'esclusione della p. In pratica alla compatibilità di gruppo non si dà valore di real- rapporto di filiazione, mentre al contrario nei casi di incompatibilità l'esclusione del presunto padre si può fermare con certezza.

In questi ultimi tempi sono state fatte ulteriori ricerche sui sistemi gruppo-specifici specialmente da parte di autori stranieri. Sono stati oggetto di studio i vari sottogruppi di A e cioè A1, A2, A3, ecc. e si è data in portanza non solo qualitativa, ma anche quantitativa ed essi, come anche importanza è stata data alla notevole rarità dei sottotipi A3, A4, A5, M2, N2, N3. Ad es., l'accentamento di un A4 nel presunto padre e nel figlio, che si riscontra con probabilità di uno per un milione, ha fatto ritenere ad Hirsfeld ed Ansel accertata la p. Ugualmente si dica dell'importanza data alla rarità di alcuni genotipi del sistema Rh, della rarità del fattore di Leway, Cel-lano, ecc.

Anche in Italia sono state fatte e sono in corso ricerche, per quanto limitate dalla difficoltà di procurarsi i sieri necessari. Secondo recenti ricerche, attualmente le probabilità di escludere la p. nelle diverse combinazioni madre-figlio arrivano, per gli Italiani, fino al 90,8%, per le sole proprietà principali A B O, MN, Rh. Probabilità maggiori si hanno, se si estende l'indagine al sistema P, all'N ed ai principali sottotipi di Rh.

Non si può pertanto disconoscere l'importanza di queste ricerche gruppo-specifiche per risolvere, dal punto di vista biologico, il tanto discusso problema della ricerca della p.

BIBL.: oltre i trattati di medicina legale, V. F. Tarsitano, Tecnica delle ricerche sulla individualità del sangue, Napoli 1946; F. Domenici, Gruppi sanguigni e ricerca della p., Milano 1948; P. L. Mollison-A. E. Mourant-R. R. Race, I gruppi sanguigni e la loro importanza clinica, ivi 1948; F. Tarsitano, I recenti pro-gressi nella conoscenza dei sistemi gruppo specifici e la ricerca della p., in Minerva medica, 1950, II, p. 1 sg.; Istituto Centrale di Statistica, Compendio statistico italiano, 1949-50.

Maria De Arcangela