Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Diritto canonico e civile Questioni particolari

PATROCINIO GRATUITO

English Cita

ASSISTENZA GIUDIZIARIA rimanda qui.

PATROCINIO GRATUITO. - È l'esonero dalle spese giudiziarie a favore dei poveri, impossibilitati a sostenere le spese del giudizio. Il testo del can. 1914 del CIC stabilisce il diritto dei poveri al p. g.: « I poveri, se sono incapaci del tutto a sostenere le spese giudiziali, hanno diritto al p. g.; se lo sono soltanto in parte, hanno diritto alla diminuzione delle spese ».

Le spese giudiziali sono quelle che si incontrano durante lo svolgimento del processo e riguardano la retribuzione dovuta agli avvocati delle parti; quelle stabilite per la traduzione, dattilografia o stampa degli atti, per l'autenticazione di documenti, per il rilascio di certificati ecc.; quelle, infine, riguardanti gli onorari dovuti ai periti ed, eventualmente, su parere del giudice, l'indemnità da darsi ai testimoni (can. 1909 §§ 1-2).

Nelle spese giudiziali non sono comprese le retribuzioni stabilite per i giudici, i quali, tanto nell'antico come nell'odierno diritto, hanno sempre prestato e prestano la loro opera senza esigere alcun compenso dalle parti. Questa regola tassativa, se per il passato subì delle eccezioni, più frequenti e più larghe nel foro civile, soltanto per il giudice delegato e in determinate circostanze nel foro ecclesiastico, al presente non ammette alcuna deroga, come esplicitamente sancito nel can. 1624.

Nell'ambito delle spese giudiziali sono anche comprese le cosiddette tasse che, di regola, vengono pagate in occasione del giudizio alla cancelleria del tribunale. La differenza tra le une e le altre consiste in questo: le spese giudiziali sono effettivamente incontrate durante il processo; le tasse, al contrario, sono destinate all'erario della Curia o della cancelleria del tribunale allo scopo di sovvenire, in qualche modo, alle spese generali dell'amministrazione della giustizia. Nei canoni, però, si parla indistintamente tanto di tasse quanto di spese giudiziali.

Il CIC tratta del p. g. e della riduzione delle spese giudiziali nel lib. IV, tit. XVI, cap. II, cann. 1914-16. Chi desidera usufruire di tale diritto e si trova nelle condizioni volute, presentato il libello introduttivo della causa, rivolgerà un'istanza in tal senso al giudice, provando sia l'asserita sua povertà con quei documenti che la prassi di ogni tribunale ritiene necessari, sia la fondatezza dell'azione giudiziaria da lui promossa. Il giudice non può ammettere l'istanza se prima non si sia accertato, anche a mezzo di notizie segrete, della reale consistenza economica familiare dell'istante e non abbia interpellato il promotore di giustizia. Concesso, comunque, il p. g. o la parziale riduzione delle spese, questa concessione può essere revocata nel corso del giudizio qualora o l'asserita povertà non risulti vera, o l'iniziato svolgimento del processo dimostri che l'azione intentata sia priva di fondamento.

Il giudice, concesso il p. g., assegna alla parte uno degli avvocati, ammesso a difendere in quel tribunale; l'avvocato designato non può esimersi dall'incarico ricevuto se non per una giusta causa, approvata dal giudice e se arbitrariamente o ingiustificatamente non accettasse il mandato ricevuto, può essere punito con congrue pene, compresa la stessa sospensione dall'ufficio.

Quando, invece, viene concessa una parziale riduzione delle spese, la parte ammessa a tale beneficio, detto comunemente beneficio delle spese vive, conserva il diritto di scegliersi un avvocato di fiducia. Un simile diritto, però, non può essere riconosciuto a chi ha ottenuto il p. g. per non dar luogo ad eventuali frodi, dato che la parte, in un modo o nell'altro, compenserebbe l'avvocato, mentre negherebbe al tribunale le necessarie spese di giudizio.

Mancando gli avvocati, il giudice pregherà l'Ordinario perché designa altra persona idonea affinché assuma il p. del povero in tribunale. Il canone contempla pure il caso che uno possa personalmente, se ne ha la capacità, curare i suoi interessi in giudizio. In alcune determinate cause, però, come in quelle matrimoniali, l'assistenza dell'avvocato è prescritta.

BBL.: S. D'Angelo, De gratuito patrocinio, in Apollinaria, 2 (1920), p. 514 sgg.; F. Della Rocca, Istituzioni di diritto processuale canonico, Torino 1946, pp. 375-78.

Michele Federici

Informazioni sulla voce

Di Michele Federici

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 972–973.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 606
vol. 9, coll. 971–972
Pagina 607
vol. 9, coll. 973–974

Altre voci di Michele Federici: PENITENZA · PUNT'ATORI · RIMOZIONE

Cita questa voce

Chicago

Federici, Michele. “Patrocinio Gratuito.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 972–973. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/patrocinio-gratuito.

MLA

Federici, Michele. “Patrocinio Gratuito.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 972–973. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/patrocinio-gratuito.

BibTeX

@incollection{ec9_patrocinio_gratuito,
  author    = {Federici, Michele},
  title     = {Patrocinio Gratuito},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {IX},
  pages     = {972--973},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1952},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/patrocinio-gratuito}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.