PECORA. - Simbolo dell'anima, è Pastore (v.). Gregorio Nisseno rivolgendosi al Buon Pastore con la p. sulle spalle

Questo spiega perché nell'arte cristiana primitiva è così frequente la rappresentazione del Buon Pastore con la p. sulle spalle o pascolante il gregge degli eletti; o le scene di oranti tra p., cioè dei defunti in beatitudine (Wilpert, Pitture, tavv. 75; 116, 2; 168), e anche in lapidi sepolcrali (G. B. De Rossi, Roma sotterr., II, Roma 1867, tavv. 49-50, n. 14; A. Silvagni, Inscript. Christ. Orbis Romae, nuova serie, II, Roma 1935, n. 4456); o p. che vanno a dissetarsi (O. Marucchi, Monum. del Museo crist. lateran., Milano 1910, tav. 57, 50). G. Cristo è la porta dell'ovile celeste (Io. 10, 7); s. Pier Crisologo chiama i suoi fedeli « filioli dominici gregis portio » (Serm., 173: PL 52, 651). La Chiesa costituisce il gregge di Cristo, affidato ai suoi pastori; di Sisto II Damaso afferma che « pastoris meritum numerum gregis ipse tuetur » (A. Ferrua, Epigrammata Damaziana, Città del Vaticano 1942, n. 19); del vescovo Andrea di Formis si dirà che « utque bonus pastor textit ab hoste gregem » (CIL, X, 6218); del vescovo Celso di Vercelli che fu il « cultor gregis ovium Christi »; del papa Bonifacio II che « adunavit divisum pastor ovile » (G. B. De Rossi, Inscript. christ., I, Roma 1857-61, n. 1029); di Giovanni II che « commissum tibi pascens bonitate magistra, servasti cunctum sub pietate gregem » (ibid., II, p. 126, 5); di Gregorio I: « hoc pastor agebas ut domino offerres plurima lucra gregis » (id., loc. cit., p. 52, 1; 78, 3); di Giovanni III che « sibi commissas pascere novit oves » (id., loc. cit., p. 65, 19); Sergio I sul sepolcro di Leone I scrisse che « ne lupus vastet ovile Dei, sed dudum ut pastor magnus Leo septa gregemque christicolam servans, ianitor arcis erat » (id., loc. cit., p. 98, 1). Nella stoffa donata dalla regina Ildegarda all'altare di S. Pietro in Vaticano si leggeva « Pastor ovile Dei servans », e nel carme posto nel consignatorio presso S. Michele era scritto: « Pastoris summi dextera signat oves » (id., loc. cit., II, 139, 26). Nel carme ora nel museo Lateranense si ricorda il « grex sacrate Deo » (A. Silvagni, op. cit., I, n. 1485). Enrico Josi